Si è conclusa la penultima tornata di qualificazioni ad Euro 2020. Tante le conferme avute in questa settimana di gare internazionali. Non si può che partire dall’Italia, e non solo per amore patriottico. La Nazionale di Mancini è una piacevole certezza. Qualificazione ottenuta alla grande e un gioco che ci fa ben sperare. Non sembrano esserci favorite per la vittoria dell’Europeo. Tante buone nazionali, che partono sullo stesso piano. La Spagna non è più quella che dominava in lungo e in largo, anzi. Stesso discorso per la Germania e la Francia. In ripresa l’Olanda, bene anche l’Inghilterra. Portogallo che ha vinto la Nations League, ma rischia seriamente di non arrivare all’Europeo. Un solo punto di vantaggio sulla Serbia. In caso di terzo posto dei lusitani, l’ultima spiaggia sarebbero i playoff di marzo 2020, in cui si decideranno gli ultimi 4 posti disponibili. Ottimo il Belgio, che punta a confermarsi dopo il terzo posto ai Mondiali di Russia del 2018, si conferma anche la Russia dopo il sorprendente Mondiale di casa. Bene, ma non benissimo la Croazia, vice-campione del mondo.
Ma, a parte le certezze, molte sono state le delusioni di queste qualificazioni. La Bulgaria chiuderà al penultimo o all’ultimo posto un girone in cui poteva dire la sua. Sono ormai lontani i tempi di Stoichkov. Altalenante la Repubblica Ceca, che comunque potrebbe ancora disputare la fase finale. La Serbia è in lenta ripresa, dopo anni bui. Un’altra parziale delusione è la Svizzera. Sempre a buoni livelli negli ultimi anni, la squadra di Petkovic è stata parecchio contestata e rischia di non arrivare all’Europeo (terzo posto a -1 da Irlanda e Danimarca, ma con una partita in meno). Due delusioni arrivano dal gruppo E. La Slovacchia terza e il Galles quarto non hanno rispettato i pronostici, almeno finora. La verità è che spesso queste due nazionali hanno contato sul talento dei singoli. Hamsik e Bale hanno trascinato Slovacchia e Galles a risultati storici. In particolare, i Dragoni Rossi, hanno ottenuto una clamorosa semifinale all’Europeo 2016. Exploit che pare destinato a non ripetersi. Un’altra mezza delusione è la Slovenia, praticamente fuori dal discorso qualificazione. La squadra di Kek poteva contare su una rosa di buona qualità. I vari Ilicic, Zajc, Kurtic, Verbic, Oblak, Handanovic, Sporar sono calciatori che stanno facendo bene nei club di appartenenza. Ma a quanto pare non è bastato. Islanda e Albania sembravano, invece, destinate a giocarsi il secondo posto alle spalle della Francia nel gruppo H. Pronostici non rispettati. Eravamo abituati ormai all’Islanda a grandi livelli. Un buon Europeo nel 2016, storico Mondiale nel 2018. La simpatia e il tifo islandese ci avevano coinvolti, ma difficilmente li rivedremo alla fase finale del 2020. Anche l’Albania era un’habitué della fasi finali, ma ha deluso. Paradossale anche la situazione dell’Israele, che ha il capocannoniere della qualificazioni (Zahavi con 11 gol), ma è praticamente fuori da ogni discorso.
Per tante squadre che hanno deluso, ce ne sono altrettante che hanno sorpreso. Ha giocato un calcio a tratti piacevole l’Austria, seconda nel gruppo G, alle spalle della Polonia. Arnautovic, Lazaro, Sabitzer stanno guidando il Wunderteam alla fase finale. Merita una menzione anche la Turchia, che a parte le vicende extra-calcistiche che la hanno vista coinvolta, è tornata ai livelli di un tempo. Non siamo certo vicini a vedere la squadra che raggiunse, anche con una certa fortuna il terzo posto al Mondiale del 2002, ma la strada è quella giusta. Il primo posto davanti alla Francia non è un caso. Una vittoria e un pari negli scontri diretti con Le Bleus e una rosa di buona qualità.
Discorso a parte meritano le due favole più belle di queste qualificazioni. L’Ucraina di Shevchenko, dominatrice del girone B e il Kosovo, inaspettato protagonista del gruppo A. Il Cigno di Kiev, ex attaccante del Milan, ha trasmesso la sua mentalità vincente all’Ucraina in pochi mesi. Una nazionale quasi allo sbando, presa in mano e condotta, da prima davanti a Portogallo e Serbia all’Europeo. Una squadra giovane, talentuosa, con qualche oriundo brasiliano che male non fa. Imbattuta e sicuramente da tenere d’occhio tra le possibili sorprese.
Un’altra bella storia è quella della Finlandia. Mai la nazionale scandinava ha preso parte ad una fase finale di Europei o Mondiali. Questo sembra essere l’anno giusto. I quindici punti conquistati nel girone dell’Italia non sono un caso. I finnici si sono dimostrati squadra ostica anche per gli Azzurri. Ora sono ad un solo passo dal traguardo storico e non vorranno fermarsi certo sul più bello.
Ma la favola più bella che le qualificazioni ci hanno regalato è quella del Kosovo. Una nazionale neonata, che si ritrova a lottare per il secondo posto. La Repubblica Ceca è davanti, ma solo di un punto. Il 14 novembre il difensore del Verona Rrhamani e compagni si giocano tutto nello scontro diretto in terra ceca. Chi ama queste storie, a modo loro anche romantiche ed appassionanti, non potrà che tifare per il piccolo Kosovo. Da italiani non possiamo essere da meno. Nel Kosovo militano alcuni rappresentanti della Serie A: Valon Berisha della Lazio, Amir Rrahmani subito leader del Verona, ma anche l’ex Palermo Ujkani. Una corsa verso uno storico traguardo. Anche gli svizzeri (ma di origine kosovara) Shaqiri, Hetemaj e Xhaka proveranno a dare un’ulteriore spinta verso il sogno. Il Kosovo è una regione che dal 1300 è al centro di un continuo braccio di ferro tra le spinte indipendentiste legate all’identità nazionale albanese e l’egemonia dei serbi che la considerano vitale. Recenti gli scontri tra la Stella Rossa e il Trepca in Coppa di Serbia. Il Kosovo è riuscito ad ottenere l’indipendenza nel febbraio 2018, dopo lotte e guerre. Siamo certi che anche i giocatori lotteranno fino alla fine per andare all’Europeo e realizzare un’altra impresa.
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