Si dice che per fare il portiere bisogna essere un pò matti, solitari, abituati a qualunque cosa, ma dopo aver giocato un grande Mondiale ti aspetteresti almeno di giocare titolare.
Invece gli unici che si sono salvati dal precariato sono proprio il campione del mondo Manuel Neuer e il fenomeno Thibaut Courtois, perchè le altre “saracinesche” di Brasile 2014 sono tutte, chi più chi meno, in vacanza dalla rassegna iridata.
Julio Cesar, l’acchiappasogni di nerazzurra memoria ad esempio è stato bloccato da un infortunio alla schiena, che ha frenato i suoi primi mesi al Benfica, a vantaggio del connazionale Arthur.
L’ex interista però ha 35 anni, una gloriosa carriera alle spalle e molti sogni già realizzati: i suoi colleghi invece, più giovani e affamati, faticano a trovare il posto da titolare, senza infortuni a carico.
Ospina, portiere della Colombia passato all’Arsenal, ha rimediato una presenza in Coppa di lega e 29 minuti in Champions a causa dell’espulsione di Szczesny.
Sergio Romero, arrivato fino alla finale con l’Argentina è un separato in casa Sampdoria, Keylor Navas non è riuscito a spodestare un incerto Casillas al Real Madrid.
Il messicano Ochoa, chiamato a “fare la storia del Malaga”, ha finora potuto leggere la storia su qualche libro, perchè nel mondo reale fa solo panchina.
Riusciranno i portieroni di Brasile 2014 a trovare finalmente la loro dimensione? O finiranno nel dimenticatoio come illusioni estive?