La Fifa ammette anche che esistono già dei casi nel mondo, di arbitri, che sono stati promossi proprio per essere vincolati con alcuni gruppi mafiosi, e che ci sono club controllati da quei gruppi e che combinare i risultati si è trasformata, negli ultimi anni, in una delle maggiori minacce per lo sport più popolare del mondo. Nonostante la lunga lista di club, leghe e federazioni di diversi paesi, Germania, Belgio, Finlandia, Grecia, Italia, Russia, Turchia, tra gli altri, che sono stati coinvolti, negli ultimi anni, in denunce di corruzione e legami con associazioni malavitose, la Fifa “non si sogna” di dare per persa la battaglia. Il dirigente Mutschke ricorda che nel 2012 la Fifa ha dato inizio a circa 20 indagini per scoprire le azioni di questi gruppi, ed ha aggiunto che quest’anno quel numero può aumentare considerevolmente, davanti al fatto che cento Leghe nazionali sarebbero in una situazione di vulnerabilità. Il tedesco ammette che la Fifa non può agire sola per frenare questo fenomeno, ma avrà bisogno dell’aiuto delle polizie nazionali e della garanzia che i colpevoli siano puniti. Allo stesso tempo, ha aggiunto che la Fifa ha chiesto all’Interpol di mettere l’argomento al centro delle loro strategie, poichè, ha spiegato, per potere agire con efficienza la Fifa deve ispezionare circa 1.500 partite internazionali all’anno.