Al Wanda Metropolitano di Madrid, stadio dell’Atletico Madrid, Isokinetic, gruppo medico internazionale specializzato in riabilitazione sportiva e ortopedica, ha organizzato, con la collaborazione della Fifa, la XXXI edizione del Congresso di traumatologia e riabilitazione sportiva “Football Medicine“. L’evento è già stato ospitato a Stamford Bridge, Wembley e Camp Nou.
“Football Medicine: un ponte tra scienza e pratica” è la ‘mission’ della tre giorni madrilena. È stato calcolato che da una scoperta scientifica alla sua applicazione pratica trascorrono in media diciassette anni. Un tempo lunghissimo anche per il mondo del calcio, che cammina a grandi falcate verso il futuro dovendo però sempre fare i conti con la salute dei propri atleti.
Sarà questo l’argomento dei 250 relatori in arrivo da tutto il mondo, pronti a illustrare circa 500 contributi scientifici. Tra di essi anche Giovanni Maria D’Orsi, medico sociale del Trastevere Calcio, protagonista di un intervento dal titolo “Return-to-play readiness assessment in top level football players after ACL reconstruction”, incentrato sul ritorno in campo dei calciatori professionisti dopo la ricostruzione del legamento crociato anteriore. Gli iscritti al Congresso hanno invece raggiunto la cifra record di 3000, provenienti da un’ottantina di nazioni.
“Oggi sappiamo che molti infortuni si verificano in presenza di una perturbazione cognitiva, ovvero della difficoltà che incontra un calciatore in campo nell’adattare repentinamente il proprio gesto atletico o tecnico a uno scenario imprevisto, come un cambio di direzione improvviso o una finta di gioco“, spiega Francesco Della Villa, direttore del Centro Studi Isokinetic.
Al Congresso verranno illustrate immagini eloquenti di calciatori che si lesionano il crociato anteriore del ginocchio nel tentativo, maldestro, di ‘reagire’ a un movimento imprevisto, in quanto improvviso, del proprio avversario. Frazioni di secondo fatali in cui il movimento della gamba del difensore, per esempio, non riesce a tenere il passo della strategia di gioco di chi ha il pallone tra i piedi.
“Ecco perché molti infortuni si verificano anche nella fase difensiva“, spiega Della Villa. La nuova frontiera della prevenzione degli infortuni, e conseguentemente della riabilitazione, sarà dunque far dialogare in modo più stretto neuroscienza e biomeccanica, fornendo a calciatori e allenatori gli strumenti utili a limitare il rischio di traumi.