Mario Balotelli, tornato al Milan dopo la parentesi da incubo al Liverpool, ha regalato qualche spunto interessante, che può aprire a un cauto ottimismo circa una sua ripresa. Tuttavia, in Inghilterra, il suo carattere e le sue “bravate” continuano a far discutere. Persino Steven Gerrard, nella sua autobiografia intitolata My Story, gli ha riservato parole non certo lusinghiere: “Dopo il suo debutto promettente contro il Tottenham, Mario aveva smesso di allenarsi seriamente e anche il suo rendimento in campo ne ha risentito. Le sue prestazioni erano davvero deludenti ed io ho capito che persona fosse abbastanza in fretta“.
E ancora: “Abbiamo provato ad aiutarlo. Io stesso gli ho dato nuove chances perché dimostrasse di essere diverso ma poi ho capito perché Mourinho anni fa lo aveva definito un giocatore ingestibile. Aveva ragione. Ha molto talento e potrebbe essere al livello dei più grandi ma non arriverà mai a quei livelli a causa della sua mentalità e delle persone che lo circondano. Arriva sempre in ritardo, vuole solo attenzioni. Appena arrivato a Liverpool aveva impressionato tutti e poi iniziò a dire che lui non poteva difendere sui calci d’angolo dell’avversario. ‘No, non posso’, aveva risposto a Brendan Rodgers in allenamento. Io rimasi a bocca aperta, pensai: ‘Sei uno degli uomini più grossi che abbia mai visto su un campo da calcio e non puoi aiutare la tua squadra a difendere?’.
Allora l’allenatore gli rispose: ‘No, tu da oggi puoi e se non sei capace puoi sempre imparare’. Fu il primo confronto tra i due, Balotelli da allora iniziò a marcare anche sui calci d’angolo. Brendan ha voluto azzardare con lui, me lo disse lui stesso. Prima dello scorso anno non avevo mai conosciuto Mario, ma conoscevo quello che si diceva di lui, le storie sui fuochi d’artificio in casa e i giudizi di Mourinho. Ho capito quello che intendeva, è un enorme spreco di talento. E questa è la mia opinione“.