“E’ falso e ingiusto accostare il mio nome alla camorra o alla mafia. I magistrati hanno appurato che non c’è alcun rapporto tra quanto mi viene contestato e queste associazioni“. Con queste parole Giuseppe Giannini, al telefono con l’Ansa, ha contestato le ricostruzioni di stampa relative all’inchiesta di Napoli che lo vede coinvolto. L’ex capitano della Roma, dal 2013 ct del Libano, ha sottolineato poi come sia stato erroneamente definito suo consuocero uno degli altri indagati, Salvatore Righi: “Mia figlia non è mai stata sposata con un Righi, è stata fidanzata ma la storia si è chiusa” “Quanto alla vicenda della frode sportiva – ha proseguito l’ex azzurro –, quando sarà il momento verrò sentito e sicuramente cercherò di chiarire tutto. Ho fiducia nel lavoro della magistrature e nelle indagini che stanno portando avanti“. “Domani torno in Libano per riprendere il mio lavoro, mi spiace aver letto queste cose non vere e spero che certe notizie vengano rettificate“, ha concluso.
Giannini non ci sta: “Falso accostare il mio nome alla camorra!”