Giggs, i primi 40 anni di una leggenda “diabolica”

Ryan-Giggs_20Quando Danny Wilson e sua moglie Lynne Giggs il 29 Novembre 1973 misero al mondo il piccolo Ryan, non si sarebbero certo aspettati di aver dato vita ad uno dei più grandi campioni che la storia del calcio abbia avuto la fortuna di ammirare. Gallese da parte di madre, Ryan sceglie di adottare da lei il cognome e la nazionalità a causa del non ottimo rapporto col padre. Arrivato a Manchester si mette in evidenza nelle giovanili dello United sfoggiando una facilità di corsa ed un’agilità fuori dal normale, ma la sua specialità sono i cross: tagliati, precisi, in una sola parola perfetti. Sir Alex Ferguson, fiutato il talento e la professionalità del ragazzo, punta su di lui facendolo diventare uno dei punti fermi della squadra che nel corso dei tempi vincerà tutto. Con le sue scorribande offensive fa impazzire i terzini avversari e i suoi compagni beneficiano del suo piede fatato in ogni partita.

Adesso, a 40 anni, può vantare un palmarès che quasi nessuno nella storia può eguagliare: 13 Campionati inglesi, 10 Community Shield, 2 Champions League e 2 Coppe Intercontinentali. Trofei che hanno portato i tifosi dei Red Devils ad eleggerlo nel 2011 miglior giocatore della storia del Manchester United superando colleghi del calibro di Eric Cantona e Sir Bobby Charlton.

Tutto ciò non sarebbe stato possibile se, nel corso degli anni, non si fosse impegnato a modificare il suo modo di giocare. Infatti, col tempo, accentra la sua posizione così da sopperire alla perdita di velocità con la visione di gioco e il dribbling sempre devastante. Sono passate almeno tre generazioni diverse di giocatori che hanno reso grande il Manchester United, ma con una costante: Ryan Giggs sempre protagonista.

Ha rivelato che uno dei suoi segreti, oltre all’alimentazione controllata e alla massima cura verso il suo corpo, è stata la scoperta dello yoga che, come risultato, ha portato la riduzione quasi totale degli infortuni. Ha dichiarato che l’unico cruccio della sua lunghissima carriera è quello di non aver mai partecipato a un mondiale, ma di non essersi mai pentito di aver scelto la nazionale gallese. Altre qualità incontestabili del campione britannico sono la coerenza e la correttezza. Pochissimi giocatori possono dire di aver giocato 953 partite sempre con la stessa maglia e di non essere mai stati espulsi.

La stesse qualità però non si può dire che le abbia applicate anche nella vita personale, infatti è del 2011 l’inchiesta dei tabloid inglesi che rivelano la sua relaziona extraconiugale durata 8 anni con Natasha, moglie di suo fratello Rhodri.

Nonostante la bufera alzatasi contro di lui, le sue prestazioni in campo restano di altissimo livello, testimonianza del fatto che il “Mago gallese” sia un campione vero che, a detta di Moyes, potrebbe continuare per un altro anno. Qualora la scelta fosse questa, così come se decidesse di smettere a fine stagione, a chi non lo ha mai visto giocare consigliamo di sfruttare a pieno i pochi mesi rimasti perché chi ha avuto questa fortuna può dire, senza alcun dubbio, di essersi gustato uno dei giocatori più spettacolari degli ultimi 20 anni.