Coronavirus? Tanto caos per nulla. In Gran Bretagna la pensano così. Al momento ci sono 460 i casi confermati nel Regno Unito (387 in Inghilterra, 36 in Scozia, 18 in Irlanda del Nord e 19 in Galles). Sono state testate in tutto 27.476 e 8 persone sono morte. Tra l’altro c’è un altro ministro del governo Bojo in autoisolamento (non è stato reso noto il nome in attesa risultato test) perché è stato in contatto con la collega Nadine Dorries, risultata positiva al Coronavirus.
“I politici e i governi nel mondo sono molto sotto pressione perché si chiede loro di agire, così a volte fanno cose che non sono necessariamente dettate dalla scienza”, ha spiegato il premier britannico, Boris Johnson, durante un incontro a Downing Street con Jenny Harries, numero due della Sanità del Regno Unito. La Harries, da parte sua, ha sottolineato come la ricerca scientifica non abbia dimostrato la necessità di proibire gli eventi pubblici: “In generale, questo tipo di eventi e grandi raduni non sono un qualcosa che avrà grandi effetti, per cui non vogliamo mettere a soqquadro la vita delle persone”. E così in Inghilterra si è potuta giocare a porte aperte Liverpool-Atletico Madrid di Champions League con 52 mila spettatori. Il governo di Bojo punta quindi a una linea più morbida per rallentare la diffusione del virus, piuttosto che contenerla. Anche se non si è giocata la partita di Premier League tra Manchester City e Arsenal perché un tesserato dei Gunners era stato a contatto con il presidente dell’Olympiacos, risultato positivo. E le prossime giornate si dovrebbero giocare a porte chiuse.
A tal proposito, il difensore del Liverpool Virgil Van Dijk, intercettato dai giornalisti ieri dopo la sfida di Champions League tra gli inglesi e l’Atletico, si è detto “non preoccupato del fatto che Rugani sia positivo. Io gioco e mi alleno fino a che non mi dicono il contrario. Le autorità prendano una decisione”.