Grande Italia, che lezione di calcio alla Spagna! Dedicata agli scettici e ai bookmakers (il commento)

1 / 7

Che bella l’Italia che ieri sera ha dominato la Spagna: una grandissima partita, questa semifinale di Confederations Cup, che dimostra ancora una volta come l’Italia sia l’unica Nazionale al mondo che riesce a tenere testa a questa Super-Spagna campione del mondo e pluri-campione d’Europa. Contro i campioni di tutto, gli Azzurri hanno sfoderato una prestazione straordinaria e se avessero chiuso il primo tempo sul 4-0 non avrebbero rubato nulla, anzi, probabilmente quello sarebbe stato il risultato più giusto. Alla faccia di scettici e bookmakers, che avevano “bollato” l’Italia in tabella con una quota assurda, addirittura 7,50, come se fosse il Gubbio o il Cittadella (con tutto il rispetto…).
Probabilmente in tanti, sia italiani che stranieri, hanno la memoria corta e sottovalutano gli Azzurri di anno in anno, dimenticando che invece l’Italia è da sempre l’unica grande Maestra di calcio nel mondo, come confermano anche le ultime competizioni (oltre allo score storico internazionale, ai titoli e ai piazzamenti), dallo straordinario Europeo di un anno fa fino alle qualificazioni dei mondiali e, adesso, questa Confederations Cup. L’Italia per la seconda volta è stata l’unica squadra a non perdere e a non subire gol dalla super-Spagna di Xavi, Iniesta, Pedro, Torres e tanti altri… Era già successo nel 2008, ai Quarti di Finale dell’Europeo guidato da mister Donadoni. L’Italia perse contro le “Furie Rosse” solo ai rigori, 4-2, contro quelli che poi diventarono Campioni d’Europa. Quella partita fu meno bella di questa, ma pur con più sofferenza gli Azzurri riuscirono a non subire l’impeto avversario. Era una Spagna diversa e più giovane, era un’Italia diversa e più vecchia, oggi certe posizioni si sono ribaltate perché se ai punti quella partita sarebbe stata assegnata agli iberici, quella di ieri sera è sicuramente tutta tricolore. In mezzo c’è l’Europeo di un anno fa, con il fantastico 1-1 firmato Fabregas-Di Natale nel girone e poi quell’assurdo 4-0 assolutamente bugiardo rispetto a quanto visto in campo nella finalissima, macchiata dall’errore di schierare un dolorante Chiellini e poi dalla sfortuna che non ha consentito a Di Natale di riaprire il match a inizio ripresa, quando gli Azzurri erano ancora in gara.
E ancora in mezzo c’è l’amichevole dell’11 agosto 2011 con l’Italia che batte la Spagna 2-1 grazie ai gol di Montolivo e Aquilani. E, sia chiaro, dietro la Spagna e l’Italia c’è il vuoto. Troppo indietro tutte le altre, con la sola Germania a potersi ritagliare un angolo nel paradiso ma con la zavorra di una tradizione che la vede sempre perdente contro l’Italia nelle partite importanti. Il punto debole di quest’Italia sembra la difesa, in vista del mondiale di Brasile 2014: ma Ogbonna e Astori sono una prospettiva straordinaria, se faranno un grande campionato potranno arrivare pronti per essere protagonisti. Il centrocampo dà garanzie assolute con Pirlo, De Rossi e Montolivo che assicurano qualità eccelsa e pregiata, Marchisio e Aquilani altri validissimi elementi pronti per l’occasione, e occhio a Verratti già cresciuto per certi livelli. Sulle fasce le staffette MaggioAbate a destra e GiaccheriniDe Sciglio a sinistra non possono che indurre all’ottimismo.
Italy's Leonardo Bonucci reacts during their Confederations Cup semi-final soccer match against Spain at the Estadio Castelao in FortalezaIn avanti c’è solo l’imbarazzo della scelta. Candreva viene da una stagione straordinaria coronata con il bellissimo match di ieri sera, e potrà crescere ancora così come sicuramente può fare Alessio Cerci, ma le punte di diamante sono Balotelli, El Shaarawy e Insigne. Tutti fenomeni. Tutti giovanissimi. E ieri sera non c’era nessuno dei tre. Fenomeni e giovanissimi come i ragazzini dell’Under 21 che pochi giorni fa hanno perso la finalissima dell’Europeo, ancora una volta contro la…Spagna! L’Italia è destinata a dare ancora lezioni di calcio a tutti, per molto tempo. E’ destinata ad arrivare in fondo in tutte le grandi competizioni internazionali, a dare spettacolo e regalare emozioni. Come quelle di ieri sera. Come quelle di Berlino. Poi che si vinca o meno non è detto, dipende da un rigore calciato alto di poco, da un episodio fortunato o sfortunato. Ma l’Italia è sempre l’Italia, e sempre lo sarà. L’anomalia unica nella storia è stata SudAfrica 2010, che difficilmente si ripeterà. Il 7,50 di quota nelle scommesse datelo a Tahiti o Nigeria, la prossima volta. Farete più figura. Perchè poi è vero, abbiamo perso ai rigori. Ma sul campo abbiamo dimostrato per l’ennesima volta che gli unici veri e grandi Maestri del calcio siamo noi.