Anche il “Fenomeno” incorona Balotelli. “SuperMario” continua a incassare elogi nella terra del calcio: in Brasile hanno un debole per l’attaccante del Milan e della Nazionale. In un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport Ronaldo, ex stella dell’Inter e della “Selecao” sentenzia: “Balotelli ha il dono del talento, sa toccare la palla in un certo modo e fa gol: in Brasile questo e’ gia’ tanto, sicuramente abbastanza per essere affascinati da un giocatore. Pero’ ancora non basta per diventare quello che Balotelli puo’ diventare”. “Ha tempo per farlo visto che e’ ancora giovane – assicura Ronaldo – basta che l’eta’ non diventi una scusa e neanche il fatto di essere cosi’ bravo. Mi pare che a volte, in campo, gli scappi ancora la cazzata. Se sai giocare a pallone e fai l’attaccante ti provocano, ti picchiano: io lo so bene, ma se avessi dovuto reagire ogni volta che prendevo botte…”.
Il consiglio: “Non fare come Adriano!” – Poi un consiglio a “SuperMario”: “mi viene in mente un esempio che non c’entra niente con Balotelli, perche’ sono casi molto diversi: Adriano aveva mezzi tecnici e fisici pazzeschi, in campo avrebbe potuto fare quello che voleva, ma ad un certo punto non ce l’ha fatta piu’. Ecco, il consiglio che posso dare a Balotelli e’ questo: non buttare via il tuo talento”. Domani Balotelli fara’ il suo ingresso al Maracana’ nel match del debutto degli azzurri in Confederations Cup contro il Messico. “Al Maracana’ si vede chi e’ un giocatore vero e chi e’ un bluff, gli direi di non lasciarsi impressionare, anche se credo sarebbe inutile: li’ dentro i brividi ti vengono. Gli consiglio di goderselo, perche’ uno stadio piu’ bello non c’e’ al mondo, e anche di respirare bene, perche’ e’ un campo che ti toglie il fiato: la palla non esce mai… Fate conto che al Maracana’ non sono mai riuscito a fare un gol da professionista: non so se mi spiego”. “Balotelli un campione fra qualche anno? Per me la differenza fra essere o non essere un campione sta nel vincere o non vincere titoli importanti. Balotelli ha tutto per esserlo, ma prima deve vincere”.
Il pensiero sull’Italia – A proposito della Nazionale azzurra la pensa cosi’: “anche quando giocava male, o comunque cosi’ cosi’, l’Italia era sempre o quasi sempre li’, alla fine in qualunque manifestazione te la ritrovavi almeno in semifinale. Adesso invece gioca pure bene e lo sa anche il Brasile. Quella rimonta, da 0-2 a 2-2 a Ginevra, ha impressionato molto qui. Ma a me l’Italia era piaciuta anche un anno fa all’Europeo: si vede che e’ una squadra che ha le idee chiare, un gioco. Ricordo quello che si diceva fra noi giocatori quando ero al Milan e Prandelli allenava la Fiorentina, ma anche quello che mi raccontava Adriano che lo aveva avuto al Parma: un ‘martello’, grande cura della tattica, uno che sa insegnare calcio. Magari, per come ero fatto io, non avrei avuto la pazienza di ascoltarlo sempre, ma gli allenatori cosi’ oggi fanno la differenza. Soprattutto se poi hanno anche grandi giocatori. Tipo Buffon, Pirlo e Balotelli: l’asse della squadra, e non e’ poco. Buffon e’ il portiere che un attaccante ama e allo stesso tempo odia sfidare: era sempre un casino fargli gol e non mi pare che le cose siano cambiate. Pirlo per me e’ il numero uno in Italia e l’ho sempre pensato. L’ho conosciuto ragazzino nell’Inter e si vedeva gia’ che aveva qualcosa di speciale; l’ho ritrovato al Milan campione”.
Meglio Neymar o Balotelli? – Infine un confronto tra Balotelli e Neymar. “Giocatori con caratteristiche e movimenti troppo diversi per pesarli: Balotelli ha piu’ fisico, piu’ potenza, Neymar ha piu’ rapidita’, piu’ dribbling. Una cosa hanno in comune: devono ancora fare l’ultimo salto di qualita'”.