Il futuro di Mourinho dopo il Chelsea? Ancora in Premier League

Mourinho ha le idee chiarissime sul futuro, non intende lasciare la Premier

Da Stamford Bridge non intende muoversi ma se un giorno il Chelsea ne avesse abbastanza di lui, potrebbe accettare di guidare un altro club inglese. Jose’ Mourinho, tornato ai Blues nell’estate 2013 dopo una prima parentesi fra il 2004 e il 2007, non si nasconde. “Mi vedo ad allenare un’altra squadra – confessa a ‘Football Focus’ sulla BBC – ma amo il Chelsea e sono nelle mani di Abramovich. Il giorno in cui pensera’ che io non sia abbastanza bravo per il Chelsea, vorrei allenare ancora e, se possibile, in Inghilterra“. Ma Mou spera che quel giorno non arrivi. “Fin quando non lo dice Abramovich, non mi vedo andare via – chiarisce – Qualsiasi club arrivi e mi offra un fantastico progetto e mi raddoppi l’ingaggio che prendo al Chelsea, non avrebbe alcuna chance”. Mou, che dopo una prima stagione senza successi ha portato i Blues a conquistare Premier League e Coppa di Lega, ha poi fatto mea culpa per aver parlato di “campagna” contro il Chelsea dopo una serie di decisioni arbitrali che hanno danneggiato la sua squadra a meta’ stagione. “Non sono il tipo di persona che si pente di qualcosa – confessa – Una volta che hai fatto una cosa, l’hai fatta, quello che e’ successo e’ successo e non si possono cambiare le cose o tornare indietro nel tempo. Ci sono stati tanti errori contro di noi, questa e’ la realta’, ma e’ il calcio. Forse ‘campagna’ non e’ una bella parola, forse non avrei dovuto usarla ma l’ho fatto. Ci sono state cattive decisioni in un largo periodo di tempo”.

“Ma anch’io ho preso cattive decisioni. Ho usato una parola forte ma perche’ c’erano stati troppi errori contro di noi che ci hanno penalizzato in partite cruciali in un periodo cruciale, da novembre a gennaio. Se la cosa si ripetesse nella prossima stagione, non parlerei di nuovo di ‘campagna'”. E a proposito di prossma stagione, “bisogna vincere di piu’ per diventare grandi. Un titolo non basta. Nella prossima stagione ci sara’ una Champions League diversa, soprattutto negli ottavi. Tanti grossi club come Manchester City, Manchester United e Arsenal non saranno teste di serie per cui chi incroceranno nella fase a gironi? Molte big finiranno seconde e questo significa che negli ottavi incontreranno altre big. E secondo me e’ piu’ giusto cosi’, e’ corretto mettere nella prima fascia le squadre che hanno vinto il campionato, che sia in Inghilterra, in Olanda o in Portogallo”.