Da un lato ci sono i club paperoni che si contendono i campioni con rilanci milionari monopolizzando il mercato, dall’altro c’è il Porto che un numero cospicuo di questi talenti li vende al miglior offerente facendo affari d’oro. E il club lusitano è ormai diventato un modello di riferimento che suscita rispetto e invidie, che molti tentano di copiare ma con risultati di gran lunga inferiori. Gli ultimi esempi sono recenti: Alex Sandro approda alla Juventus portando nelle casse del Porto 22 milioni, un po’ meno dei 31.5 per il brasiliano Danilo al Real e dei 35 (clausola di rescissione) del colombiano Jackson Martinez all’Atletico. Ma per il lungimirante club di Oporto e’ comunque festa perché solo per tre titolari incassa 88 milioni. In undici anni di mercato stellare i vicecampioni del Portogallo hanno raggranellato la stratosferica cifra di 650 milioni di euro, solo per l’addio dei top players. Da Deco a Falcao, da James Rodriguez a Hulk, tanti talenti passano per il Porto prima di spiccare il volo in Europa consentendo plusvalenze poderose. Tesoretto che il vulcanico e discusso presidente Pinto Da Costa (imprenditore di 78 anni in sella dal 1982, coinvolto e poi prosciolto nello scandalo dei ‘fischietti d’oro’) investe in parte in una rete di osservatori che gli segnalano potenziali talenti che acquista a poco, valorizza e rivende a peso d’oro con l’aiuto anche di società satellite. Tutto questo senza che la squadra perda in competitività visto che in 10 anni ha vinto 7 titoli, l’Europa League 2011 e ha passato 7 volte su 10 la fase a gironi della Champions. Insomma un modello di fronte al quale impallidiscono maghi del mercato come sono stati in passato Italo Allodi e Luciano Moggi.
Pinto Da Costa comincia la sua strategia commerciale dopo il boom di Jose’ Mourinho (un’altra sua scoperta) che gli porta in dote (oltre al vice Villas-Boas che prendera’ il suo posto vincendo l’Europa League nel 2010) scudetto, Coppa Uefa e Coppa dei Campioni. Quando Mourinho fugge al Chelsea nel 2004 cominciando la sua vertiginosa ascesa Pinto Da Costa vende pilastri come Deco, Ricardo Carvalho e Paulo Ferreira per 71 milioni. Il gioco e’ fatto: da allora e’ un tourbillon di compravendite che infiammano il mercato europeo. Altre tappe fondamentali sono il 2007 (Anderson all’United e Pepe al Real per 64 mln), il 2010 (Hulk allo Zenit per 40) , il 2011 (Falcao al Monaco per 47) e il 2013 (James Rodriguez e Moutinho al Monaco per 70). Spesso anche chi compra a tanto fa poi affari: il Verona prende Iturbe a 15 e lo rivende alla Roma a 24; il Monaco acquista James Rodriguez a 45 e dopo il boom del mondiale lo invia a Madrid per 80. Il Valencia si accaparra l’argentino Otamendi l’anno scorso per 12 mln e ora lo cede al City per 45. Prima di Iturbe con il Verona e la Juve con Alex Sandro la squadra italiana che ha piu’ rapporti col Porto e’ l’Inter: ha poca fortuna con Quaresma pagato 25 mln (e svenduto a 7 al Besiktas) e con Alvaro Pereira (pagato 11 e rivenduto a 7) mentre Guarin (11 mln nel 2012) e’ ancora nell’organico di Mancini.
Queste le cessioni più importanti messe a segno dal Porto
– 2004: R.Carvalho (Chelsea-30 mln); Deco (Barcellona-21); P. Ferreira (Chelsea-20).
– 2005: Seitaradiris (Dinamo Mosca-10); Maniche (Dinamo Mosca-16).
– 2007: Pepe (Real-30); Anderson (UNited-32).
– 2008: Quaresma (Inter-25); Bosingwa (Chelsea-21).
-2009: Lisandro Lopez (Lione-24); Lucho Gonzalez (Marsiglia-18); Cissokho (Lione-15).
– 2010: Bruno Alves (Zenit-22); Raul Meireles (Liverpool-13).
– 2011: Falcao (Monaco-47).
– 2012: Hulk (Zenit-40); Guarin (Inter-11); Alvaro Pereira (Inter-11).
– 2013: James Rodriguez (Monaco-45); Moutinho (Monaco-25).
– 2014: Mangala (City-30,5); Fernando (City-15); Iturbe (Verona-15)
– 2015: Danilo (Real-31,5); J. Martinez (Atletico-35); Alex Sandro (Juve-22).