In fuga per un sogno, la storia di Jaddou: dalla guerra al calcio che conta

Il New York Times ha pubblicato la storia di questo 17enne siriano scappato come tanti connazionali dalla guerra alla ricerca di un sogno

Il sogno di diventare calciatori accomuna i bambini di tutto il mondo. Dall’Asia all’Oceania, dall’Africa all’Europa, tutti sognano un giorno di poter calcare campi come il Santiago Bernabeu o Stamford Bridge, ma non tutti ci riescono per diversi fattori. Elementi che non possono prescindere sono sicuramente il talento e la determinazione. Fattori che in Mohammed Jaddou ci sono eccome.

Il ‘New York Times’ ha raccontato la storia di questo 17enne costretto a fuggire dalla Siria come tanti connazionali. Un paese di cui ancora si parla troppo poco nonostante lo sterminio della popolazione, la guerra, le condizioni disumane degli ultimi anni.

La storia di una giovane promessa siriana che diventa capitano della Nazionale under 16, traghettandola, aiutandola a qualificarsi per il mondiale Under 17. Jaddou però fa i conti da vicinissimo con la guerra, che barbaramente si prende il suo migliore amico e compagno di squadra, Tarek Ghrair.

Jaddou capisce che deve lasciare la Siria: il padre vende la casa e con i soldi paga un trafficante che porta lui e Jaddou in Turchia. Da lì si imbarcano su una nave con 130 passeggeri alla volta dell’Italia. La sua imbarcazione, come tante altre nel mediterraneo, comincia però ad affondare.

“Non abbiamo mai dormito, dovevamo buttare fuori l’acqua con le mani così come tutti i vestiti e il cibo. Pensavo di morire ma alla fine sono sopravvissuto“. Dopo cinque giorni le autorità italiane avvistano la nave al largo della costa siciliana. Jaddou e il padre, come il resto dei passaggeri, vengono portati in un centro di detenzione per fornire generalità e impronte digitali per poi essere rilasciati.

Jaddou e suo padre Bilal provano a raggiungere Milano, da clandestini: con l’aiuto di un altro trafficante arrivano in un centro per rifugiati a Monaco e infine a Oberstaufen, un piccolo comune tedesco situato nel land della Baviera. La figlia del sindaco sente parlare di lui, della sua storia e fa una telefonata ad un ex calciatore croato (non precisato) che lo mette in contatto con il club tedesco del Ravensburg.

Il provino ovviamente viene superato e Jaddou comincia ad allenarsi con il Ravensurg, quinta serie. Per lui basta e avanza ora come ora. Tutto bene ciò che finisce bene? No, perchè tra un po’ scadrà il suo permesso e una sentenza del Tribunale dovrà decidere se concedergli il diritto di asilo.