Gheorghe Hagi è stato intervistato dal settimanale Extratime della Gazzetta dello Sport ed è tornato sull’esperienza in Italia, ricordando i tempi al Brescia: “Ho appreso una cultura calcistica, la cura dei dettagli tecnici. Ho imparato a stare attento a tutto, nulla era lasciato al caso. Brescia è stato un test per me, il più difficile momento della mia carriera: lo spareggio perso contro l’Udinese e la retrocessione. Poi però siamo risaliti subito e sono andato al Mondiale 1994”. L’ex calciatore ha poi rivelato un clamoroso retroscena di mercato: “Sono però ancora arrabbiato coi dirigenti del Brescia di allora: lo dico adesso, dopo tanti anni, ma avevo ricevuto un’offerta dal Napoli, per essere l’erede di Maradona. L’argentino era andato via e io sarei diventato il nuovo Diego, ma a Brescia non accettarono l’offerta”.
Successivamente, però, Hagi è finito al Barcellona: “Lì c’era il mio idolo in panchina, Cruijff. Ero in America per il Mondiale 1994 e mi telefonò per convincermi a giocare con lui. Non ce n’era bisogno: era il mio sogno. Amavo la sua Olanda. Sono uno dei pochi stranieri ad aver giocato e segnato per Barça e Real. A Madrid ho conosciuto il calcio d’alto livello, a Barcellona il calcio organizzato”.