Infantino ed il ‘nuovo calcio’: dall’impatto del Var al nuovo format del Mondiale

Per poter capire dove e come andare avanti con il calcio e’ necessario rispettarne e valutarne il presente, ma anche tornare indietro per riscoprirne i valori che l’hanno portato ad essere lo sport piu’ popolare al mondo. Perche’ il calcio, il vero calcio, e’ pieno di veri valori di cui ormai si parla troppo poco”. Cosi’ scrive il presidente della Fifa, Gianni Infantino, nello speciale de “La Gazzetta dello Sport” dedicato al futuro dello sport. “Il calcio ha dato e da’ colore alla nostra esistenza, ci ha fatto e ci fa sognare, ci insegna che una sconfitta sa essere una vittoria e viceversa – spiega il numero uno della federazione internazionale – Ci insegna a soffrire, ci insegna a vivere rispettando. Rispettando i compagni, gli avversari e le regole. Il calcio non lo giocano e non lo amano solo i professionisti che sono (di fatto) solo una piccola parte della grande comunita’ calcistica. Il calcio e’ passione vera per milioni di fans in ogni parte del mondo. E da quando ricopro questo ruolo me ne rendo conto sempre piu’. Infatti, il football e’ di tutti e per tutti, ed e’ fantastico”. “Il calcio continuera’ ad avanzare; ed e’ cosi’ da sempre, o meglio, da quando il primo pallone ha iniziato a rotolare mosso da un calcio – prosegue il dirigente italo-svizzero – Adesso pero’ sta a noi, a tutti noi che amiamo questo sport straordinario, fare di tutto per proteggerlo e per farlo crescere e prosperare ancora di piu’. Nel mondo c’e’ tanto da fare, tanto da sviluppare. Dai tanti piccoli e talentuosi paesi, ai giganti come Usa, Cina o India, o ancora l’Africa, che aspettiamo da anni. Pensate poi anche al calcio femminile. Le donne sono la meta’ della popolazione sulla terra e noi abbiamo snobbato e lasciato da parte per anni il calcio femminile. Io personalmente non ho mai accettato il fatto che il calcio debba essere solo uno sport maschile”.

Gian Mattia D'Alberto / LaPresse
Gian Mattia D’Alberto / LaPresse

“E’ un errore storico che stiamo correggendo da un po’ di tempo. E oggi ci sono gia’ tantissime ragazze in piu’ che giocano a calcio. Questo soprattutto grazie al lavoro dei moltissimi (e moltissime) appassionati in tutto il mondo che giorno dopo giorno si dedicano con amore allo sviluppo del calcio femminile. E anche grazie al Mondiale femminile che e’ ormai diventato un evento globale (a proposito, rendez-vous in Francia per il Mondiale 2019, mi raccomando!). Il Mondiale maschile poi, con la bellissima coppa di Gazzaniga (e qui il prossimo appuntamento e’ per Russia 2018: sara’ spettacolare!), come sapete, passera’ da 32 a 48 squadre nel 2026. Si e’ giustamente discusso tanto sul nuovo formato e ci sono state anche delle critiche. Ma noi siamo convinti di aver fatto la cosa giusta per il calcio e per lo stesso torneo. Sara’ un mondiale molto piu’ sociale ed inclusivo, che dara’ la possibilita’ a tanti di poter sognare con la partecipazione all’evento sportivo piu’ bello e piu’ visto in assoluto. La qualita’ non si abbassera’ perche’ giocano le nazionali e non le nazioni. Basti pensare agli ultimi Mondiali o agli ultimi Europei con gli esempi di Galles, Islanda o Costarica che ci fanno capire il miglioramento tangibile di tante cosiddette piccole. Il gioco che vedremo ai Mondiali del 2026 sara’ piu’ offensivo e attrattivo perche’ nei gruppi da tre devi scattare subito. Poi, una volta passato il girone, si va per eliminazione diretta fino alla finale e questo ci portera’ emozioni indimenticabili. Sottolineo che tutto questo si fara’ nello stesso numero dei giorni (32) come oggi, con lo stesso numero di partite (7) per le finaliste, pero’ con molta piu’ gente felice”.

“Continueremo dunque a divertirci con discussioni accese, vedute differenti, critiche costruttive e non, interpretazioni uniche e rare… e va benissimo cosi, il calcio e’ anche questo. Ma non e’ piu’ possibile, oggi e in futuro, che l’arbitro convalidi un gol di mano oppure con un fuorigioco di due metri. E questo e’ straordinario. Per il resto – conclude Infantino – per quanto riguarda le regole del calcio e potenziali cambi futuri, ci vorra’ un approccio molto cauto e conservativo. Qualche cambio leggero potra’ starci, ma non si tocchera’ ne’ la natura ne’ la tradizione dello sport piu’ bello al mondo, il calcio. Mai…”. (ITALPRESS).