Ospite della giornata che ha celebrato i 60 anni della Serie C è stato Infantino, presidente della Fifa appena rieletto. Ecco le sue parole.
“Dobbiamo definire una normativa certa e chiara su flussi finanziari legati ai trasferimenti. Si parla di sette miliardi di euro per trasferimenti internazionali ogni anno, tutte le volte in cui la polizia o la finanza danno un’occhiata al riguardo scoprono spesso qualcosa di anomalo. E’ una questione che riguarda anche l’immagine del calcio, ecco perché bisogna essere seri e trasparenti. Fisseremo regole certe su agenti e trasferimenti già da quest’anno“.
“Ho un buonissimo rapporto con il presidente federale Gravina, il mio problema è che da appassionato di calcio italiano quando si ha la passione non si ha sempre la lucidità per dare buoni consigli. Gravina e la sua squadra sanno benissimo quello che devono fare. Con il suo lavoro Gravina ha già ottenuto risultati importanti, ha dato una credibilità importante al sistema calcio italiano. Bisogna lavorare, non esistono soluzioni magiche, bisogna rimboccarsi le maniche, lavorare sulla positività del calcio italiano, investire nelle infrastrutture. Si deve fare qualcosa per aiutare chi investe nel calcio. Ben venga chi vuole investire nel calcio a tutti i livelli. Sta a noi dare delle regole certe. Quando ero all’Uefa abbiamo introdotto il fair play finanziario per un motivo ben preciso: il calcio europeo per club perdeva ogni anno un miliardo e settecento milioni, dunque dovevamo porre fine a questa spirale negativa. Per questo abbiamo introdotto delle regole che hanno avuto successo perché oggi il calcio europeo per club non ha più perdite, anzi. Adesso bisogna farlo evolvere“.
“Il Mondiale di Francia è stato visto da oltre un miliardo di persone, bisogna investirci ancora perché il movimento cresce sempre di più e questa è una delle mie sfide per il futuro. Superchampions? Non dipende da me, io sono concentrato sul Mondiale per club maschili e femminili, probabilmente se ne parlerà al vertice a Nyon l’11 settembre. Var? All’inizio ero scettico, poi ho studiato a fondo la questione e ora sono il più convinto di tutti. Non è ancora perfetta ma sta aiutando tantissimo il calcio è gli arbitri permettendo più giustizia e trasparenza“.