Dopo la prima parte dello scandalo che ha portato alle dimissioni del Ct dell’Inghilterra Sam Allardyce, rimosso nella giornata di ieri dopo appena 67 giorni di lavoro, oggi spuntano fuori delle scabrose indiscrezioni. E l’effetto di questa nuova ondata potrebbe portare ad un vero e proprio terremoto anche in Premier League. A quanto pare c’è un agente italiano dietro la seconda puntata dell’inchiesta sulla corruzione del calcio curata dal ‘Daily Telegraph’ e pubblicata proprio oggi: Pino Pagliara, 61 anni, genovese, squalificato nel 2005 per il caso Genoa-Venezia (la famosa valigetta con i 250 mila euro). In una serie di incontri con i finti uomini d’affari dell’Estremo Oriente, in realtà reporter del quotidiano britannico, Pagliara avrebbe indicato altri otto manager del presente e del recente passato in Premier che avrebbero preso delle ‘bustarelle’ per operazioni di compravendita dei calciatori. Cinque di questi nomi avrebbe pagato personalmente l’agente italiano, che avrebbe poi aggiunto alla lista altri due manager di Championship.
Sembra che uno degli incontri con Pagliara sia avvenuto al ristorante ‘San Carlo’ di Manchester, ritrovo abituale di allenatori, dirigenti e giornalisti: “Pensavo che gli italiani fossero corrotti, ma qui in Inghilterra va ancora peggio. Si nasconde tutto sotto il tavolo. Come funziona? Beh uno di questi allenatori quando in passato ha trattato un giocatore mi diceva ‘Pino che c’è un piccolo caffè anche per me?’. Ma certo che c’è, e si negozia quel caffè. A questa persona non abbiamo mai fatto pagamenti diretti. Un ex allenatore di Premier mi dava i dettagli del suo conto svizzero. Un altro, ex giocatore e attualmente manager, vuole sempre denaro extra per lui perché non ha uno stipendio molto elevato nel suo club, ma si accontenta di piccole somme”. Insomma, un vero e proprio circolo vizioso quello raccontato da Pagliara, in attesa dei prossimi sviluppi su questa intricata vicenda.