A giorni uscirà l’autobiografia di Andres Iniesta, scritta insieme a Marcos Lopez e Ramon Besa. Con in mezzo un fuoriclasse come lo spagnolo, qualcuno potrebbe pensare di leggere solamente di cose belle, di successi e di vittorie. Ma così non è, come si può vedere dalle anticipazioni pubblicate da ‘Periodico’. Colpiscono, in particolare, le parole riferite a quella che avrebbe dovuto essere “l’estate migliore della sua vita“, probabilmente quella successiva al Mondiale vinto dalla Spagna, in Sudafrica, nel 2010: “Improvvisamente iniziai a stare male, senza sapere perché. So solo che la mia mente ed il mio corpo non si incontravano. Feci una lunga serie di esami ma non si riuscì a trovare la causa della mia sofferenza. A qualcuno può sembrare una cosa da nulla, altri magari si ritroveranno nelle mie parole. Stare male e non sapere perché: fu terribile. Mi sentii vuoto dentro, la palla si fece sempre più grande”. Iniesta fa anche riferimento alla morte, avvenuta nel 2009, di Dani Jarque, suo grande amico ed ex calciatore dell’Espanyol: “Non potevo crederci, il mio cuore si gelò. Da lì in poi per me fu come un abisso, dissi al medico che non ce la facevo più“.
Iniesta, l’autobiografia svela il suo dolore: “Ho conosciuto l’abisso”