Italia, parla Conte: “ho preso un impegno verso l’Italia e gli italiani, mai pensato di lasciare”

Il tecnico ex Juve, alla vigilia di Italia-Portogallo, fa chiarezza sul suo futuro spegnendo le voci su un possibile addio alla Nazionale

Conferenza stampa della vigilia per Antonio Conte che domani affronterà il Portogallo in quel di Ginevra. Dopo l’ottimo pareggio rimediato a Spalato contro la Croazia, l’Italia è attesa dall’ultimo test prima dei prossimi impegni di settembre e il tecnico ci tiene a chiudere la stagione nel miglior modo possibile.

Tanti i temi da affrontare ma, in apertura, Antonio Conte parla del proprio futuro con la schiettezza che lo contraddistingue.

“Non mi è mai balenata l’idea di lasciare – garantisce il ct – Io pretendo sempre molta chiarezza e qualcuno può azzardare di prevedere le mie azioni. Nonostante ci siano stati momenti difficili non ho mai pensato di andarmene. Ho preso un impegno verso l’Italia e gli italiani”.

Conte preferisce evitare ogni polemica di sorta, pur lasciando intuire i suoi sentimenti: “Solo? Non è importante come io mi senta, quello che importa è che abbia metabolizzato ciò che mi si chiede: sono concentrato sul lavoro senza guardarmi intorno. Darmi un voto? Non sono abituato, sarei di parte, ma so bene che ho lavorato tanto come sempre, forse ho anche ecceduto”.

Quella di domani sarà un’Italia sperimentale e multiforme: “Ho sei cambi e li farò tutti – annuncia Conte – Tra i giocatori c’è grande professionalità, tengono alla maglia. La Nazionale deve avere passione, entusiasmo, il sacrificio nel DNA. La maglia azzurra dev’essere un grande stimolo, un traguardo, da tenersela ben stretta”.

Per questo bisogna far sempre bene, anche nelle amichevoli: “Non vedo differenze rispetto ad una partita ufficiale. I miei giocatori – spiega Conte – sanno quanto io detesti la parola sconfitta, non importa se ci sono i tre punti in palio o meno”.

Per Conte si chiude un’annata particolare: “Facendo il ct puoi vedere la squadra solo in modo saltuario, domani sarà appena la mia decima partita e la cosa mi suona un po’ strana, anche se ormai ho capito tutti gli aspetti del mio ruolo, sia positivi che negativi”.

L’Italia contiana sconta i problemi derivanti dall’eccessiva presenza di stranieri nel nostro campionato, soprattutto in attacco: “C’è un cambio generazionale in atto, al momento non abbiamo un grande centravanti mentre in passato ne avevamo anche più di uno. I successi, comunque, arrivano sempre grazie al gruppo, anche se mi aspetto belle risposte da Zaza e Immobile e vediamo come tornerà Rossi“.

Conte rivolge poi un pensiero a chi quest’anno “non è stato protagonista, valuterò che segnali mi daranno. Le porte della Nazionale sono sempre aperte”. Sembra un riferimento a Balotelli, reduce da una pessima stagione inglese. La prossima sarà la stagione che condurrà all’Europeo, il ct si aspetta il massimo da tutti: “Mi servirà gente che sia stata decisiva nei rispettivi club, in Italia o all’estero, e spero che i convocabili giochino il più possibile”.