La bella storia di Nadia Nadim: dagli orrori di Kabul a stella del calcio femminile

Nadia Nadim, afgana naturalizzata danese, è fuggita da Kabul dopo la morte del padre, sequestrato e giustiziato nel 2000

Di nome fa Nadia e di cognome Nadim. Certo, non avrà la fama di Messi o Cristiano Ronaldo ma lei, Nadia, a 28 anni può essere considerata a tutti gli effetti una stella del calcio femminile.

Afgana naturalizzata danese, la calciatrice è fuggita da Kabul dopo la porte del padre, sequestrato e giustiziato nel lontano 2000. A raccontare una storia fatta di gioie ma anche di dolori è stato il Corriere.it. Sono passati, infatti, 16 anni esatti da quando la madre Hamida, dopo aver scoperto la sorte del marito con 6 mesi di ritardo (nessuno, infatti, seppe più darle notizie), decise di lasciare l’Afghanistan. Riuscì a passare il confine, arrivò in Pakistan con le sue bambine e per provare a garantire loro un futuro si procurò dei passaporti falsi, che le servirono per prendere un volo e arrivare in Italia. Nel nostro Paese, però, rimasero poco. Qui, infatti, le aspettavano dei contrabbandieri che, insieme ad altri afgani rifugiati, caricarono la famiglia Nadim sul retro di un camion che trasportava paure e speranze. Ecco, dunque, che si fermarono in Danimarca e Nadia, giocando con gli altri bambini afgani in cerca di una seconda vita, iniziò a prendere confidenza col pallone. Erano ancora i primi calci, ma si capiva benissimo che dietro quel volto impaurito ci fosse un grande talento, destinato a fare strada nel mondo del calcio. A 16 anni fu ingaggiata dall’Aalborg, poi andò al Viborg e al Skovbakken. Nel frattempo, diventata maggiorenne, prese la cittadinanza danese e iniziò a giocare con la nazionale scandinava in cui milita tuttora.

Nel Fortuna Hjorring, squadra di calcio con sede a Hjørring, è diventata una stella e, pian piano, è riuscita a ritagliarsi un bello spazio anche in Europa, vincendo titolo e disputando la Champions League fino ad essere chiamata dallo Sky Blue, compagine del campionato americano. Ora, Nadia è tornata temporaneamente a casa, al Fortuna, ma tornerà negli States nel 2016. Un sogno che si avvera, dunque, per una giovane calciatrice, costretta a lasciare Kabul dopo la dipartita del padre.