La Ferrari distrutta di Vidal, una metafora per i calciatori dei nostri tempi

Una metafora che nella notte di ieri si è materializzata sulle strade del Cile, la Ferrari distrutta del calciatore della Juventus Arturo Vidal

La Ferrari è accartocciata, distrutta, finita. Il suo colore rosso, simbolo di una fabbrica e di una leggenda, è reso illeggibile agli occhi dalla polvere che lo ammanta. Luci da telefilm poliziesco anni 70 illuminano la carcassa ferita del mezzo meccanico. Nella foto regna il silenzio. Non c’è rombo del motore, non ci sono urla di persone in pericolo, non suonano sirene di polizia o ambulanze. È un quadro. Un’opera d’arte. È Warhol se fosse ancora vivo. La Ferrari spezzata come simbolo di una categoria del nostro tempo: i calciatori. La Ferrari, ambìto riconoscimento rosso da esporre al mondo: salvo poi accorgersi, sempre troppo tardi, che non è un giocattolo: è una Ferrari per davvero. E come tale corre, veloce. Troppo veloce. La Ferrari nella foto sembra annegare in una melma di terriccio e lamiere. Il feticcio è morto. L’abito è inguardabile. Il Re è nudo. Warhol espone.