Nonostante il diretto interessato abbia più volte dichiarato di essere immune da colpe, Leo Messi ed il padre sono stati incriminati dalla magistratura spagnola per evasione fiscale, pari a circa 4 milioni di euro legati allo sfruttamento dei diritti d’immagine, non denunciati al fisco nel periodo che intercorre dal 2007 al 2009. La richiesta di incriminazione, avanzata dalla procuratrice Raquel Amado la scorsa settimana, è stata accolta dal giudice di Gara (Barcellona), località dove risiede il campione argentino. Il fuoriclasse argentino ed il papà avrebbero simulato la cessione dei diritti di immagine a società di comodo con sede in Belize e Uruguay, stipulando contemporaneamente contratti di licenza, agenzia o prestazioni di servizio con altre società localizzate in Regno Unito e Svizzera: questa la denuncia del Tribunale di Barcellona. Ciò vuol dire che questi guadagni transitavano dai paesi europei ai paradisi fiscali, senza essere sottoposti ad alcuna tassazione. Notizia di ieri è che l’inchiesta della magistratura spagnola potrebbe allargarsi anche alle ultime tre dichiarazioni dei redditi. Messi dovrà presentarsi davanti ai magistrati il 17 settembre.
La magistratura spagnola incrimina ufficialmente Messi ed il papà