Ha destato grande scalpore mediatico e non solo ciò che è accaduto al termine del match di Champions League tra PSG e Chelsea, quando alcuni supporter inglesi hanno negato l’accesso alla metro di Parigi ad un cittadino francese perché nero. Dopo essere stati filmati mentre intonavano cori del tipo “Siamo razzisti e così ci piace!” la polizia britannica ha aperto un’inchiesta per perseguire legalmente gli autori di questo gesto ripugnante. Un simile episodio ha inchiodato un’altra parte del tifo inglese domenica scorsa. Questa volta sono stati quelli del West Ham ad essere stati ripresi mentre rivolgevano cori anti-Semiti ai supporter del Tottenham.
“L’unica cosa che si può fare per fermare il razzismo è parlarne e condannarlo affinchè si possa aumentare la consapevolezza. Il razzismo non è un problema strettamente legato al calcio, il razzismo è un problema sociale” ha commentato il nuovo allenatore del QPR Chris Ramsey. Il neo-arrivato Ramsey è l’unico allenatore nero tra i 20 club presenti in Premier League e fa parte di quella che è considerata una percentuale bassissima di persone provenienti da una minoranza etnica al comando di una squadra di calcio. Infatti, il calcio sembra essere uno sport prevalentemente per bianchi. Sono solo 5 i coach che allenano i 72 club presenti in Inghilterra tra Premier e Football League. Tra gli altri, figurano anche l’italiano Fabio Liverani, da poco arrivato al Leyton Orient, e l’ex attaccante del Chelsea Jimmy Floyd Hasselbaink in carica al Burton.
Durante un’intervista al London Evening Standard, Ramsey ha confessato di sentirsi in dovere di far sempre molto meglio di un manager bianco e che le federazioni dovrebbero adottare delle misure per affrontare l’evidente mancanza di opportunità per gli allenatori neri. Una proposta arriva dagli Stati Uniti e si chiama Rooney Rule. La federazione di football americano NFL ha imposto a tutte le società in cerca di un allenatore di offrire almeno un colloquio di lavoro ad una persona proveniente da una minoranza etnica.
“Molto è stato fatto dagli anni 70 ad oggi per eliminare i pregiudizi sui calciatori neri” spiega Ramsey, tuttavia, c’è ancora tanto da fare per incentivare la presenza di allenatori e dirigenti neri per prevenire che questi abbandonino il calcio per mancanza di occasioni dettate dai pregiudizi.