Ha del clamoroso la denuncia fatta da Hadhoum el-Alabed, centrocampista della nazionale di calcio femminile della Libia: “La Federcalcio ci impedisce di recarci in Germania e prendere parte al Torneo ‘Discover Football’. Noi vorremmo andarci ma ci viene impedito dalla nostra Federazione per via del Ramadan“. Ma cosa c’entra il Ramadan con tutto ciò? Nei giorni scorsi le atlete, che si allenavano proprio in vista del torneo, sono state costrette a spostarsi in località segrete per via delle minacce ricevute ad opera di alcuni gruppi estremisti islamici. Minacce che hanno poi indotto la Federazione Calcio della Libia a protendere per la clamorosa decisione. Per la rabbia delle componenti della nazionale, come dimostrano le parole della el-Alabed: “Quando le mia compagne di squadra hanno ricevuto la notizia sono scoppiate in lacrime. Perchè le altre nazionali possono andarci e noi invece no?”. Quando la ragazza parla delle ‘altre’ si riferisce alle partecipanti di questo torneo: oltre alla nazione ospite (Germania), vi prendono parte Tunisia, Libano, Palestina, Egitto e Giordania. Tutte nazioni orientali, e non è certo un caso: il ‘Discover Football’ nasce infatti nella Primavera del 2011, proprio ad opera della Germania, ed è considerato il maggior raduno di calciatrici orientali di sempre. In queste ore le autorità tedesche sono all’opera per cercare di convincere la Libia a concedere il permesso alle giocatrici di recarsi a Berlino e ditorni e coronare il loro sogno sportivo, facendo leva sulle ingenti misure di sicurezza, ritenute sufficienti a garantire l’incolumità di tutti. Basterà a persuadere chi di dovere?
La triste storia della nazionale di calcio femminile della Libia