La UE non ci sta: calcio sempre più in mano ai ricchi, ecco le (drastiche) soluzioni

La Commissione europea ha raccomandato alla Fifa e alle associazioni nazionali di calcio “regole che dovrebbero garantire il rafforzamento dei controlli sulle transazioni finanziarie e l’introduzione di una sorta di indennita’ di trasferimento” dei calciatori che superino un certo limite finanziario per contrastare la tendenza a pagare prezzi esorbitanti per i cartellini e per facilitare la redistribuzione delle risorse ai club meno ricchi. In uno studio della Kea European Affairs commissionato dalla Ue e pubblicato oggi, si calcola che in totale vengono spesi oltre 3 miliardi di euro l’anno per i trasferimenti dei calciatori, una cifra cresciuta di sette volte tra il 1995 e il 2011, (da 402 milioni di euro del 1994-95 ai 3,002 miliardi del 2011), mentre il numero di trasferimenti e’ aumentato di sole tre volte (da 5735 del ’94-’95 ai 18307 del 2011).

La maggior parte della spesa si concentra su un numero limitato di societa’ che hanno i maggiori ricavi o sono supportati da investitori molto ricchi. La situazione non fa che aumentare gli squilibri che esistono tra ricchi e poveri. Di queste somme, solo meno del 2% finisce nelle casse dei club piu’ poveri e del calcio dilettantistico, essenziale per lo sviluppo di nuovi talenti. Il livello di redistribuzione del denaro, che dovrebbe compensare i costi di formazione e di educazione dei giovani giocatori, non e’ sufficiente per permettere alle piccole societa’ di svilupparsi e di rompere la morsa dei grandi club. “La Commissione europea riconosce pienamente il diritto delle autorita’ sportive di impostare le regole per i trasferimenti, ma il nostro studio dimostra che le regole, come sono, non garantiscono un giusto equilibrio nel calcio o qualcosa che si avvicini alla parita’ di condizioni nei campionati o nelle gare di Coppa. Abbiamo bisogno di un sistema dei trasferimenti, che contribuisca allo sviluppo di tutti i club e dei giocatori giovani“, ha dichiarato Androulla Vassiliou, Commissario europeo responsabile per lo sport.

Le regole dei trasferimenti sono fissate dagli organi di governo dello sport, come la Fifa per il calcio e la Fiba per il basket, spiega la Ue che riconosce da parte dell’organo mondiale del calcio l’utilizzo del Transfer Matching System (TMS), “che viene utilizzato da 4600 club in tutto il mondo, e che ha accresciuto la trasparenza nelle operazioni di trasferimento internazionale, ma c’e’ ancora molto da fare a livello nazionale“. Il rapporto rileva inoltre che l’attuale sistema continua a portare benefici ai club piu’ ricchi, alle superstar e ai loro agenti. Lo studio suggerisce inoltre un limite al numero di giocatori per club, un riesame della questione della ‘proprieta’ di terze parti’, dove un giocatore e’ effettivamente dato ad un club da un agente, e alla fine delle pratiche per il contratto si gonfiano le spese di trasferimento.

La relazione chiede anche la piena attuazione del fairplay finanziario della Uefa e di forti “meccanismi di solidarieta’” per migliorare lo sviluppo dei giovani e la tutela dei minori. Gli autori dello studio esortano inoltre gli sportivi a migliorare la cooperazione con le autorita’ incaricate dell’applicazione della legge per combattere il riciclaggio di denaro sporco e la corruzione. I risultati dello studio saranno analizzati da un gruppo di esperti dell’UE in materia di ‘buona governance nello Sport’ nella prossima riunione nel mese di aprile. Il gruppo, che dovra’ anche discutere delle misure per affrontare il calcioscommesse, e’ composto da esperti nazionali e osservatori di Fifa, Uefa, Leghe europee di calcio professionistico, European Club Association e la Federazione internazionale dei calciatori professionisti, e gruppo dovrebbe consegnare una relazione ai ministri europei dello Sport entro la fine dell’anno.