L’addio commosso a Bruno Pizzul, voce leggendaria del calcio italiano

Una folla commossa ha gremito il Duomo di Cormons per l'ultimo saluto a Bruno Pizzul

Una folla commossa ha gremito il Duomo di Cormons per l’ultimo saluto a Bruno Pizzul, icona del giornalismo sportivo e voce indimenticabile della Nazionale di calcio. Autorità, colleghi, amici e familiari si sono stretti attorno al feretro, avvolto da un manto di fiori rossi, per rendere omaggio a un uomo che ha segnato la storia dello sport italiano.

Durante la cerimonia funebre, celebrata da monsignor Vincenzo di Mauro, vescovo emerito di Vigevano, è stato ricordato il coraggio e la sensibilità di Pizzul, in particolare durante la drammatica telecronaca della tragedia dell’Heysel. “Di fronte al crollo dello stadio, ha avuto il coraggio di dire parole buone e intelligenti, parole che neanche un prete sarebbe stato in grado di dire così bene“, ha sottolineato il vescovo.

Tanti i personaggi del mondo dello sport e del giornalismo presenti, tra cui Marino Bartoletti e Fabio Baldas, che hanno ricordato con affetto e stima la figura di Pizzul. “Era il mio mito, un uomo buono, generoso, colto“, ha dichiarato Bartoletti, mentre Baldas ha sottolineato la sua umiltà e la sua capacità di essere “uno di noi“.

Pizzul era anche un Alpino, iscritto al gruppo di Medea della sezione di Gorizia, e una rappresentanza dell’associazione ha voluto rendergli omaggio. La comunità di Cormons si è stretta attorno alla famiglia, dimostrando il profondo legame che univa Pizzul alla sua terra.