L’arte del tunnel: da Sivori a Ronaldinho, sino al super-Suarez di ieri

Il tunnel, gesto tecnico non per tutti: il contropiede avversario è un gran rischio in caso d'errore

Gesto tecnico a dir poco spettacolare per chi lo fa e chi lo guarda, irridente, a volte anche irritante e umiliante, per chi lo subisce. E’ il tunnel, riscoperto dall’attaccante del Barcellona Luis Suarez nel corso del quarto di finale di Champions League contro il Paris-Saint Germain. L’uruguaiano è uno specialista del tunnel e lo stesso David Luiz, la ‘vittima’ alo stadio francese, ne sa qualcosa, visto che ne aveva subiti un paio quando il brasiliano giocava nel Chelsea e l’uruguaiano militava nel Liverpool. E’ un gesto che solo i giocatori più tecnici e estrosi provano ad azzardare, riuscendo ad infiammare le folle ma anche a farle disperare se la giocata non dovesse andare a buon fine. Prevalentemente opera di giocatori latini, probabilmente a causa del loro estro innato. L’indiscusso maestro è stato senza dubbio ‘El Cabezon’ Omar Sivori. Ma il tunnel ha fatto parte del repertorio dei grandissimi Pelè e Maradona e, passando in tempi più recenti di quello di Ronaldinho, Cristiano Ronaldo, Totti, Pirlo, Rivaldo, solo per citarne alcuni. Gesto rischioso, anche per l’incolumità degli stessi giocatori: spesso calciatori, o ex, raccontano di aver subito minacce da parte di colleghi (‘se provi a farmelo, ti spezzo le gambe o ti faccio finire la carriera). E’ l’insostenibile leggerezza – o pesantezza – del tunnel.