Ci mancava il selfie di Totti. L’ autoscatto in campo dopo un gol non s’era mai visto. L’autofoto del capitano sorridente, sullo sfondo la curva sud con le immagini dei grandi romanisti del passato, scattata dopo il secondo centro ai cugini laziali nel derby, è di quelle destinate a diventare virali sui telefonini dei tifosi. Con la Lazio Totti non è nuovo a gesti singolari: una volta dopo un gol sollevò la maglietta per far vedere la scritta ‘vi ho purgato ancora’. Un’altra volta prese il posto di un cameraman e si improvvisò per pochi secondi operatore tv. Il campionario delle esultanze in campo è sempre stato ricco di spunti anche divertenti.
L’anno scorso il romanista Florenzi, dopo un gol, salì in tribuna ad abbracciare la nonna in lacrime, che per la prima volta andava a vedere il nipote allo stadio. Una corsa in tribuna fece una volta anche Mario Balotelli per baciare la mamma dopo un gol con la Nazionale. L’interista Hernanes esulta con una spettacolare capriola all’indietro, difficile quanto pericolosa. Acrobazie da circense anche per il nigeriano ex Inter Obafemi Martins. Al brasiliano Bebeto si deve il gesto della culla, fatto per la prima volta ai Mondiali 94, per celebrare la nascita della figlia: da allora molti colleghi lo hanno imitato in tutto il mondo per celebrare i gol e, contemporaneamente, il fatto di essere diventati padri. Alcuni lo hanno poi modificato con il gesto del ciuccio in bocca, lo stesso Totti l’ha fatto a lungo per festeggiare la nascita dei suoi bambini.
Il giapponese nerazzurro Nagatomo ha invece portato in campo la gentile abitudine nipponica dell’ inchino, sobrio modo di esultare quando un compagno va in gol. Meno divertente il gesto che fece una volta Mirko Vucinic, davanti alle telecamere mimò il segno di una mano che taglia la gola. E’ il segno del colpo finale nel wrestling, ma i tifosi non gradirono e lui non lo fece più. Romantico l’ex bomber di Fiorentina e Roma Gabriel Batistuta che invece davanti alla telecamera mandava i baci alla moglie, gridando ‘Irina te amo’. In genere il bomber argentino dopo un gol però mimava il fuoco di una mitragliatrice. Vincenzo Montella per ogni gol faceva l'”aeroplanino”. In anni lontani si ricordano esultanze originali come quella del centravanti del Catanzaro Angelo Mammì, che nel 1972, dopo aver segnato il gol vittoria sulla Juventus, fece un intero giro di campo. Celebri restano i passi di samba sul corner dell’ avellinese Juary, la maglia in testa di Ravanelli.



















