Leicester, Vardy accusato di razzismo: urlà ‘Jap’ ad un uomo asiatico

Ancora episodi di razzismo in casa leicester, stavolta il protagonista è Vardy che al casinò si rivolge ad un uomo asiatico con un epiteto razzista

L’attaccante del Leicester (allenato da Claudio Ranieri) e della nazionale inglese è accusato di aver rivolto insulti razzisti a un uomo asiatico in un casinò. Dalle immagini a circuito chiuso del casinò pubblicate dal ‘Sun on Sunday’ si nota come Vardy si rivolga a più riprese verso qualcuno non inquadrato dalle telecamere: “Si comportava come un animale, è stato spaventoso – racconta un testimone dell’episodio al domenicale britannico -. Ripeteva ‘Jap’ a un uomo dalle sembianze asiatiche e che sembrava sotto shock per quello che stava accadendo. In quanto nazionale inglese dovrebbe sapere di avere sempre gli occhi addosso, ma si è comportato da delinquente del calcio. Il club dovrebbe investigare, ero indignato”.

L’episodio avvenuto nelle prime ore del mattino del 26 luglio scorso e Vardy si trovava nel casinò con i compagni di squadra David Nugent e Ritchie De Laet, che hanno tentato in vari modi di calmare Vardy, a segno ieri nell’esordio super della squadra di Ranieri in Premier League, 4-2 al Sunderland. A scatenare la furia dell’inglese sarebbe stata una presunta ‘sbirciatina’ alle carte di Vardy da parte dell’uomo poi bersagliato dagli insulti. “Jap. Vai Jap. Vai via. Vai via. Sì proprio tu Jap. Vai via”, gli avrebbe ripetuto. Il termine ‘Jap’, abbreviazione di Japanese (giapponese), è un’offesa utilizzata per la prima volta nel corso della Seconda guerra mondiale.

Un altro episodio simile era già successo tra le file della società inglese. A metà giugno scorso infatti il Leicester, di proprietà dei magnati thailandesi Vichai e Aiyawatt Srivaddhanaprabha, è stato scosso dalla vicenda relativa a tre giocatori: James Pearson, Tom Hopper e Adan Smith hanno girato un filmato amatoriale a Bangkok, coinvolti in un’orgia con delle ragazze thailandesi, nei confronti delle quali rivolgevano epiteti razzisti. Il club ha subito aperto un’indagine interna e ha licenziato tutti e tre, stessa sorte poco dopo toccata a Nigel Pearson, papà di James e tecnico dei Foxes.