Seydou Doumbia, ex attaccante della Roma, si è raccontato a ‘Gianlucadimarzio.com’. L’ivoriano ha ripercorso gli esordi in maglia giallorossa, svelando un retroscena: “Avevo appena vinto la Coppa d’Africa con la Costa d’Avorio, venivo da una settimana di festeggiamenti. Il Paese era su di giri, noi ancora di più. Arrivo a Roma venerdì, la partita era di domenica, Garcia mi fa giocare senza neanche mezzo allenamento. Capisco i tifosi impazienti, ma sarebbe stato impossibile per chiunque”.
L’ultima esperienza di Doumbia è stata in Svizzera, con la maglia del Sion. Il club, in difficoltà a causa del Coronavirus, lo ha licenziato in maniera particolare (insieme a lui altri 8 calciatori): “Sono stato licenziato su WhatsApp! Il club ha rotto il contratto senza un accordo tra noi e la direzione. Io sono rimasto professionale fino all’ultimo. Il 17 marzo, attraverso una lettera, il Sion ci chiede di accettare la riduzione dello stipendio senza alcuna discussione. Noi nove ci riuniamo e decidiamo di non accettare nulla, così il giorno successivo mi arriva un messaggio su WhatsApp per chiedermi cosa avessi deciso. Non rispondo, ma dopo mezz’ora ricevo una lettera di licenziamento”.
Dal vendere fazzoletti in patria ai gol con Young Boys e Cska Mosca fino a Totti e De Rossi: “Ho vinto sei trofei, sono stato capocannoniere, sono stato eletto miglior giocatore. Un Paradiso, anche se faceva freddo. Stavo da Dio. A Roma ero pronto ad aiutare la squadra, a combattere a denti stretti, ma non ero felice. I fischi mi hanno fatto male, non lo nego, ma non ho niente contro la Roma o contro Garcia. Le critiche sono un’opportunità, solo così riesco a segnare più gol, come ho sempre fatto. Totti e De Rossi sono due campioni, tra i più forti mai visti, sono stato fortunato a giocare con due monumenti come loro”.
Oggi Doumbia è svincolato. Si sta allenando in Belgio in attesa di una chiamata. E se fosse dall’Italia? “Magari! Grande Paese, campionato top, se arrivasse un’offerta la valuterei con attenzione”.