Liga, giocatori pronti allo sciopero per non giocare gare negli Usa

I giocatori spagnoli hanno ribadito la loro intenzione di non giocare alcune gare del campionato spagnolo negli Stati Uniti, come vorrebbero i proprietari dei club, e minacciano azioni importanti fino allo sciopero se si proseguirà su questa strada. “Non possiamo permettere decisioni unilaterali”, ha detto David Aganzo, presidente dell’Associazione dei calciatori spagnoli (AFE) al termine di un incontro di ieri a Madrid con i capitani delle diverse squadre, tra cui Sergio Ramos, Sergio Busquets, Koke, Joaquín, Bruno Soriano e Asier Illarramendi. “Riteniamo una mancanza di rispetto il fatto che LaLiga non coinvolga i giocatori in decisioni di peso che influiscono direttamente su di loro”, ha ribadito Aganzo. Il rappresentante dei giocatori ha insistito sul fatto che c’è stata “unanimità tra i capitani riuniti” ed ha parlato di un possibile sciopero, chiarendo che la risposta sarà ferma: “Cerchiamo di non arrivare a quell’estremo, ma siamo disposti ad arrivare fino alla fine se è necessario”. L’intenzione dell’AFE è di incontrarsi tra poche settimane con LaLiga per affrontare la situazione e trovare dei punti di incontro, cosa che non sembra facile. “Mi piacerebbe vestire brevemente Javier Tebas (presidente della Liga) da calciatore, per vedere il calcio in un altro modo e rendersi conto che non ci sono solo i soldi e gli affari”, ha detto Aganzo. Alla fine, anche se ha sottolineato il rifiuto unanime dei giocatori, il presidente dell’AFE ha riconosciuto che le opinioni dei club sono “disparate” per quanto riguarda la possibilità di giocare negli Stati Uniti. “I giocatori non sono in vendita, pensiamo ai tifosi, alla salute e a molte altre cose”, ha detto Aganzo.

(AdnKronos)