C’era una volta la Premier League. Quello che fino a poco tempo fa era definito il campionato più bello del mondo si sta “banalizzando”. Premier già chiusa, già “ammazzata” dal Liverpool, che sta dominando il campionato inglese. La squadra di Klopp sta facendo terra bruciata, il Manchester City è a -14 e il Leicester, per quanto sorpresa del campionato, non sembra poter dare fastidio ai Reds con le sue 8 lunghezze di svantaggio. Numeri impressionanti per il Liverpool: 15 vittorie e un pareggio in 16 giornate. L’unica squadra capace di fermare i Reds è stata il Manchester United, per il resto tutti si sono arresi allo strapotere di Salah e compagni. Eppure i campioni d’Europa rischiano di rimanere fuori dalle maginifiche 16 della Champions. Non che la qualificazione agli ottavi sia in pericolo, ma qualche rischio c’è. Perdendo contro il Salisburgo i Reds sarebbero fuori. In campionato, invece, il duello appassionante con il City di Guardiola, quello che negli ultimi anni si è deciso solo nel finale, sembra destinato a sfumare in questa stagione. Il Manchester sta conoscendo una crisi che mai si era vista recentemente. Il ciclo Guardiola sembra aver imboccato la parabola discendente. Il precedente c’è ed è da tenere d’occhio perché la scorsa stagione la banda Guardiola rimontò 10 punti e vinse il titolo. Ad onor del vero, sembra difficile che possa ripetersi una cosa del genere, ma nel calcio mai dire mai. La marcia trionfale del Liverpool non conosce sosta, per adesso.
Il Liverpool, dopo essere diventato la scorsa estate campione d’Europa ha festeggiato, ma il giusto. Perché in Inghilterra aspettano quel titolo che manca dal 1989-90. Se qualcuno chiedesse ai tifosi del Merseyside di barattare le 6 Coppe dei Campioni con una sola Premier League non avrebbero dubbi a rispondere di sì. Perché quel titolo manca da troppo tempo. Un altro mondo, altre epoche calcistiche e non. Basti pensare che la Premier League non era ancora nata, c’era ancora la First Division. Erano appena passati i drammatici fatti di Hillsborough e le squadre inglesi erano state escluse dalle coppe europee per i fatti dell’Heysel.
Ma come era il Liverpool del 1989-90?
Era una squadra ricca di talento ed esperienza ma nemmeno lontanamente paragonabile a quella attuale. Se pensiamo che Klopp può contare su gente che ha sfiorato il Pallone d’Oro come van Dijk e Salah, sul miglior portiere del mondo, Alisson, e su calciatori fantastici come Robertson, Mané e Firmino. Il Liverpool di 30 anni fa era quasi totalmente britannico-irlandese: gli unici ‘stranieri’ erano Hysen, Molby e l’israeliano Rosenthal, se consideriamo britannico Grobbelaar che aveva il passaporto dello Zimbabwe, allora Rhodesia, C’era anche gente di un certo livello come Ian Rush, autore di 18 gol in quella stagione, e Peter Beardsley, ma anche un giovane McManaman e il veterano difensivo Hysen. Altri tempi, un altro calcio. Questo l’undici iniziale di quel Liverpool.
Grobbelaar; Nicol, Hysen, Hansen, Staunton; Houghton, Whelan, McMahon, Barnes; Beardsley, Rush.
Da allora è passato un trentennio, ma sembra passato un secolo. Ventinove anni in cui 7 squadre diverse sono diventate Campioni d’Inghilterra. E se pensiamo che ce l’hanno fatta Blackburn, Leeds e Leicester, fa scalpore che il Liverpool sia rimasto all’asciutto. Ora sembra che i tempi siano maturi per rivedere il Liverpool alzare il trofeo della Premier League anche se, visto quanto successo lo scorso anno, Klopp starà facendo gli scongiuri…