17 stagioni, 709 partite, 10 trofei conquistati, sempre con la stessa maglia. Sono i numeri di Steven Gerrard, 34 anni di esistenza consacrati al rosso del Liverpool. Oggi, 16 maggio 2015, si conclude la sua permanenza nei Reds, una delle militanze più belle della storia del calcio, per un giocatore tra i più forti degli ultimi decenni. Una classe sopraffina, la leadership necessaria per guidare, da vero capitano, i suoi e la capacità di risolvere le partite con tiri al fulmicotone e assist geniali. E’ questo Steven Gerrard, una delle ultime bandiere dopo Maldini, Del Piero, Lampard, Raul, solo per citarne alcuni, che lasciano il calcio orfano di quei personaggi che ci hanno fatto innamorare di questo sport non solo con le loro giocate, ma anche, se non soprattutto, con i valori umani che ci hanno saputo trasmettere durante le loro carriere: quegli stessi valori umani che hanno dato loro la forza di dire “no” a offerte faraoniche pervenute da tutta Europa.
Ora anche Gerrard saluta. Ci saluta. Ed è un addio doloroso per tutti, principalmente per i suoi tifosi. Gerrard, infatti, nonostante l’età è ancora un calciatore pienamente competitivo, sempre capace di essere il fulcro del gioco dei reds. L’applauso scrosciante tributatogli da Anfield Road alla sua uscita dal campo dopo la fine del match contro il Crystal Palace è assordante, e vedere quel numero 8 togliere la fascia di capitano e lasciare per l’ultima volta il ‘suo’ terreno di gioco è una scena che fa male a tutti coloro che amano questo sport, e le belle storie.



