L’umiltà di Guardiola: “il mio successo? Dovuto al blasone delle squadre che ho allenato”

Pep Guardiola mostra il suo lato umile, e poi svela il proprio futuro: "tra 20 anni non allenerò di certo"

“Come mi vedo fra vent’anni? Posso dire come non mi vedo: ad allenare”. Pep Guardiola, in un’intervista concessa ad “Audi Magazine”, non prevede per se’ una lunga carriera in panchina anche se “il mio obiettivo e’ per i prossimi anni divertirmi ancora nell’allenare”. “Il mio successo e’ dovuto al fatto come come calciatore, ho giocato nelle migliori squadre del mondo, e come allenatore ho guidato due delle migliori squadre del mondo e alcuni dei calciatori piu’ forti – spiega il tecnico catalano del Bayern Monaco – Se non avessi allenato squadre cosi’ forti, non avrei avuto tanto successo”, riconosce con umilta’ Guardiola, per il quale il segreto per una buona carriera da giocatore e’ “la passione, farsi piacere cio’ che si fa, giocare a calcio. E si nota quando a un calciatore piace giocare e ha passione e quando invece non e’ cosi’. La mia priorita’ oggi e’ fare si’ che i giocatori si divertano in allenamento, nello spogliatoio e in palestra. E quello che mi continua a motivare e’ convincere i giocatori”. Guardiola e’ sotto contratto col Bayern fino al 2016 “e quando andro’ via la mia maggiore soddisfazione non saranno i titoli vinti ma l’aver convinto delle mie idee la gente con cui lavoro. E’ questo quello che mi fa andare avanti, nessun titolo vinto col Barcellona o col Bayern mi da’ la stessa soddisfazione che la prospettiva di sapere che forse ho lasciato qualcosa a un giocatore, che forse lo ho aiutato a migliorarsi”.