Recentemente, il Liverpool ha più volte tentato di rinforzarsi attingendo alla nostra Serie A, ma il destino dei giocatori italiani sbarcati ad Anfield è stato sempre nefasto. Ben 5, infatti, sono i calciatori nostrani che negli ultimi 8 anni hanno indossato la maglia dei reds. Comun denominatore: nessuno di loro è riuscito a imporsi e, anzi, non sarebbe sbagliato parlare di veri e propri flop.
A inaugurare questo fallimentare asse Italia-Merseyside, è stato il portiere Daniele Padelli, all’epoca 22enne, giunto a Liverpool nel 2007 in prestito dalla Sampdoria. Solo una presenza per lui, nell’ultima giornata di campionato, 2 gol subiti dal Charlton Athletic e biglietto di ritorno
per Genova consegnato subito dopo, senza troppe formalità.
E che dire di Andrea Dossena, strappato all’Udinese per ben 10 milioni nel 2008? Il terzino, tutto sommato, era partito bene, guadagnandosi il posto da titolare anche a causa dell’infortunio del collega di reparto Fabio Aurelio, salvo poi finire progressivamente nel dimenticatoio, alle spalle di Insua e dello stesso Fablio Aurelio. Bilancio delle due stagioni trascorse ad Anfield: 31 presenze, poche dal 1′, e 2 reti. Un’esperienza negativa, “addolcita” soltanto dalla caratura delle squadre contro le quali il terzino è riuscito ad andare a segno: Real Madrid negli ottavi di Champions League e Manchester United a Old Trafford.
Fu poi il turno di Alberto Aquilani, per il quale i reds sborsarono oltre 20 milioni per convincere la Roma a privarsi di una potenziale bandiera. Il principino avrebbe dovuto affiancare Steven Gerrard e dar così vita a una mediana di livello assoluto ma, complice un’annata complessivamente negativa per tutta la squadra, il centrocampista romano non riuscì a imporsi, totalizzando complessivamente 26 presenza, condite da 2 reti, prima di essere girato in prestito alla Juve e al Milan.
Sempre sulla tratta Roma-Liverpool, nel 2012 andò in porto l’affare che portò Fabio Borini, che bene aveva fatto in giallorosso, alla corte di Rodgers per circa 14 milioni. Gli infortuni compromisero la sua prima stagione, terminata con 20 presenze, quasi tutte da subentrante, e 2 reti. Dopo il proficuo prestito al Sunderland (32 presenze e 7 reti con i black cats), per l’attaccante è tempo di una seconda chance con i reds nella
stagione scorsa. Tuttavia, i numeri del 2014/2015 furono addirittura meno lusinghieri della prima esperienza: 18 presenze e 1 gol siglato contro l’Aston Villa a gennaio, circa un mese dopo l'”impresa” più eclatante compiuta a Liverpool, ovvero rimediare due cartellini gialli nel giro di una manciata di secondi.
Proprio nella scorsa stagione, Borini ha avuto come compagno quello che, con pochi dubbi, può essere considerato il più clamoroso flop made in Italy della storia del Liverpool. Parliamo, ovviamente, di Mario Balotelli. Strappato al Milan per 20 milioni di euro con lo scopo di consegnare a Rodgers e ai tifosi il sostituto di Luis Suarez, Super Mario ha, per usare un eufemismo, offerto un rendimento decisamente al di sotto delle aspettative. 28 presenze tra campionato e coppe e la miseria di 4 gol realizzati, di cui soltanto 1 in Premier. Numeri evidentemente disastrosi, che hanno portato l’attaccante ai margini della squadra, praticamente fuori dal giro della Nazionale e senza prospettive concrete per il futuro.
In attesa di conoscere i destini di Borini e Balotelli, il cui futuro, salvo sorprese, non sarà a tinte rosse, vale la pena sottolineare come gli altri 3 si siano “ritrovati”, anche solo parzialmente, soltanto grazie a un ritorno in Italia. E’ il caso di Padelli, che dopo l’esperienza inglese ha collezionato una serie di prestiti in terza serie e in Serie B prima di trovare la sua dimensione al Torino, ma anche di Dossena, che tutto sommato non ha sfigurato con la maglia del Napoli. Discorso a parte per Aquilani, che dopo i prestiti alle “strisciate” ha fatto bene a Firenze, ma che appariva predestinato a diventare un top mondiale nel suo ruolo. In questo senso, la stagione al Liverpool gli ha decisamente tarpato le ali.