“Moyes non ha capito quanto grande sia lo United come club”. Alex Ferguson, nell’aggiornamento della sua autobiografia, rompe il silenzio sull’avventura del manager scozzese che ha raccolto malamente la sua eredita’ al timone dei Red Devils.
Ferguson non ci sta a passare per il responsabile del fallimento di Moyes, ricordando di non avergli lasciato una squadra in la’ con l’età visto che 11 giocatori dello United campione d’Inghilterra sotto la sua guida nel 2013 erano sotto i 25 anni: “Ogni sconfitta era una martellata per lui, lo si vedeva anche nel comportamento – scrive Sir Alex – A gennaio avevamo comprato Mata, un acquisto che per tutti era un sollievo ma per David c’era sempre meno aria. Una sensazione che ho provato anch’io nel 1989, quando abbiamo attraversato un momento terribile. Ti senti come schiacciato e i risultati hanno consumato David. Nessuno poteva mettere in dubbio che la stagione fosse deludente e questo gli e’ costato il posto”.
L’ex tecnico dei Red Devils precisa poi di non aver avuto alcun ruolo nell’esonero di Moyes: “Ero ad Aberdeen, lunedi’ ho preso il volo per tornare a Manchester e accanto a me c’era un ragazzo con un giornale che diceva ‘David Moyes sta per essere cacciato’. Non ero sicuro di quello che stesse accadendo”. E sul fatto che fosse stato lui a designarlo come erede, precisa: “la gente non puo’ davvero credere che la famiglia Glazer consentisse a una sola persona di nominare il nuovo allenatore”.