Due anni di silenzio interrotti: Lionel Messi infatti è tornato a parlare in conferenza stampa dopo 730 giorni di assenza. Molti si sono interrogati sulle motivazioni che possono aver spinto il numero uno al mondo ad un così lungo silenzio, e i più maligni hanno già tirato in ballo la questione futuro e il rapporto conflittuale con Luis Enrique.
Il ritorno invece, è stato frutto di una strategia ben studiata dalla società blaugrana: il Barcellona voleva valutare realmente l’influenza di Messi su giornalisti, opinione pubblica e addetti ai lavori, con risultati più che confortanti.
Calcio e Finanza ha approfittato di questa situazione, per creare un paragone con uno degli sport simbolo degli Stati Uniti d’America, maestri da sempre nel vendere al pubblico il loro prodotto: il Basket.
Un paragone era già stato fatto da Damiano Tommasi: “In Nba, per garantire la regolarità del campionato, non sono le singole società a pagare gli stipendi, ma la Lega, che garantisce a tutti le stesse condizioni di gioco”.
Negli states non è assolutamente concepibile che un Lebron James (esempio) non si presenti per due anni a parlare con la stampa: qualora infatti un atleta non appaia davanti ai media, va incontro a delle sanzioni cospicue, in quanto la sua assenza è considerata anche come una mancanza di rispetto nei confronti dei tifosi. In NBA inoltre, non sono le singole società a decidere chi affiancherà l’allenatore nelle conferenza stampa pre-match.
La filosofia è sostanzialmente una: un rapporto diretto tra atleti e tifosi/addetti ai lavori è la chiave per costruire un marchio vincente ed un prodotto di sicuro effetto. E i risultati, fino ad oggi, hanno dato ragione a loro.