“Non so cosa firmavo, non sapevo nulla, pensavo solo al calcio, mi fidavo di mio padre e dei miei legali”. Con queste parole Lionel Messi si e’ difeso davanti al giudice del tribunale di Barcellona, nell’ambito del processo che vede il fuoriclasse argentino e il padre, Jorge, imputati per frode fiscale. I due Messi hanno ribadito di aver delegato tutte le questioni legali e fiscali allo studio Juarez&Asociados e a un amico di famiglia, Rodolfo Schinocca. “Firmavo dove mi dicevano di firmare perche’ mi fido di mio padre e non mi e’ mai passato per la testa che potesse ingannarmi – ha aggiunto la “Pulce” -. Non mi sono mai interessato di questi argomenti quindi non potevo sapere se stavo violando la legge”. Da parte sua Jorge Messi si e’ dichiarato innocente: “non mi intendo di aspetti legali, volevo solo facilitare la vita a mio figlio, sostenerlo e permettergli di pensare solo al calcio”, ma ha ammesso che erano state create una serie di societa’ “ma non per ottenere un trattamento fiscale favorevole, i primi contratti sono stati fatti da Schinocca. Non avendo conoscenze di legge, mi limitavo a dire se ero d’accordo o meno alle proposte che mi venivano fatte. Leo non sapeva nulla di queste societa’ e non leggeva i contratti che firmava. Per esempio per l’accordo con una marca sportiva serviva la sua firma, ha firmato senza leggere e senza che nessuno gli spiegasse di cosa si trattava”.
“Per quanto mi riguarda – ha aggiunto il padre di Messi – io chiedevo se era tutto legale e ben fatto, sapevo quello che mio figlio percepiva e che a fine anno i legali versavano una cifra, ma non so quanto ne’ a chi. Se uno sponsor era interessato a una partnership con noi, contattavano me, se si arrivava a un’intesa poi toccava agli avvocati e allo studio che ci seguiva definire gli aspetti legali”. Secondo la stampa spagnola la sentenza e’ attesa per venerdi’. (ITALPRESS).