MONDIALE FEMMINILE – Domani si gioca Italia-Brasile dei Mondiali femminili, e anche il sottosegretario generale dell’Onu, la sudafricana Phumzile Mlambo-Ngcuka che è anche direttore esecutivo per l’uguaglianza di genere, rende omaggio a Marta. Lo ha fatto con un tweet in cui sottolinea che la fuoriclasse brasiliana, testimonial di ‘Onu Women‘, dopo aver realizzato il rigore contro l’Australia, ha indicato il proprio scarpino su cui c’era disegnato il simbolo dell’equal pay, la parità salariale fra uomini e donne, per la quale anche Marta si batte da tempo. “Fate come la leggenda Marta, nostra ambasciatrice – ha twittato assieme alla foto di Marta il sottosegretario dell’Onu -, che ha preso posizione sul gap che c’è a proposito di equal pay fra uomini e donne. Fate il vostro gesto, fatevi fotografare e mandateci il vostro tweet”. Intervistata dai network del gruppo Globo alla vigilia della sfida contro l’Italia, Marta ha parlato proprio di questo: “E’ una lotta costante – ha spiegato Marta – ed è triste vedere che dobbiamo ancora fare certi gesti per ottenere ciò che chiediamo. Ma è una sfida generale, non riguarda solo il mondo del calcio, e bisogna portarla avanti. Ad esempio, io adesso devo rinnovare con il mio sponsor tecnico personale, e mi hanno offerto una cifra molto più bassa di quella che darebbero a un uomo. Ecco perchè ho fatto quel gesto, per lottare per i nostri diritti. Fra gli ingaggi delle calciatrici e quello dei colleghi maschi c’è troppa differenza e ogni volta dobbiamo lottare sul campo per dimostrare chi siamo. Porto avanti questa ‘battaglia’ anche per le generazioni future, per tutte quelle ragazzine che giocano al calcio e verranno dopo di me, affinché possano usufruire di una maggiore tranquillità e qualità del lavoro. Dobbiamo far capire che l’uguaglianza è necessaria“.
Mondiale femminile, Marta chiede la parità salariale tra uomini e donne
Il sottosegretario generale dell'Onu, la sudafricana Phumzile Mlambo-Ngcuka che è anche direttore esecutivo per l'uguaglianza di genere, rende omaggio a Marta