Dopo 17 anni di presidenza Blatter era arrivato il momento di cambiare, per il bene della Fifa, per il bene del calcio. Gianni Infantino sarà in nono presidente in 112 anni dalla nascita della Federcalcio mondiale. All’ex segretario generale dell’Uefa spetterà il difficile compito di ripulire l’immagine della Fifa, caratterizzata negli ultimi anni da corruzione, mazzette, inchieste, arresti e squalifiche.
Oltre agli aspetti geopolitici però, Infantino ha anche altre idee per rivoluzionare il massimo organismo calcistico: come ad esempio istituire un Mondiale a 40 squadre che potrebbe esordire nell’edizione del 2026, dopo quella invernale del Qatar.
Secondo quanto riporta “Calcioefinanza”, la formula dovrebbe prevedere 10 gironi da 4 squadre da cui far uscire 16 formazioni ovvero le prime classificate più le 2 migliori seconde mentre le altre 8 migliori seconde potrebbero sfidarsi in un turno aggiuntivo di qualificazione agli ottavi di finale.
Ancora da sciogliere però il nodo dei diritti tv, in quanto più partite potrebbero abbassare il livello del prodotto in quando potrebbero essere più sfide tra Nazioni con bacino d’utenza minimo che match esaltanti tra superpotenze come Italia-Brasile, per fare un esempio.
Questa però non è l’unica idea di Infantino, che dopo il buon lavoro svolto alla Uefa, è stato premiato non solo dalle Nazioni ‘big’ ma anche da quelle medio-piccole che nel candidato europeo hanno visto maggiore sicurezza, rispetto alle incognite di uno sceicco, in quanto il binomio Platini-Infantino ha portato prosperità a tutti i soci europei della multinazionale calcio, grandi e piccini.
E lo stesso Fair Play Finanziario, tanto contestato, alla fine si è rivelato un vero e proprio salvagente per i club. Per questo Infantino starebbe pensando un fair play finanziario allargato alle sei Confederazioni che raggruppano le 209 federazioni mondiali.
Sorprendente infine il risultato delle votazioni, in quanto Infantino ha ottenuto anche molti consensi da quei paesi che sono stati più decimati da squalifiche e arresti, ma anche dall’Africa, un continente affascinante e difficilissimo, da cui il nuovo presidente della Fifa potrebbe pescare il nuovo potentissimo segretario generale.
