La grande attesa per l’inizio dei Mondiali femminili 2023 in Nuova Zelanda è stata macchiata da una tragedia consumatasi poche ore prima dell’esordio delle neozelandesi padrone di casa. Ad Auckland un ragazzo di 24 anni, armato e munito di braccialetto elettronico è entrato in un cantiere, uccidendo due persone e ferendone sei, tre delle quali in modo grave. L’aggressore è stato poi trovato morto.
“Dopo aver raggiunto i livelli superiori dell’edificio, l’uomo si è rinchiuso all’interno del vano ascensore – ha riferito la polizia – e il nostro staff ha tentato di interagire con lui. L’uomo ha sparato altri colpi e poco tempo dopo è stato trovato morto“.
Il primo ministro neozelandese Chris Hipkins, ha dichiarato che “non c’è alcuna minaccia alla sicurezza nazionale“, che il torneo “si svolgerà come previsto” e il governo è in contatto regolare con la Fifa. Secondo Hipkins “non c’è stato alcun motivo politico o ideologico per la sparatoria. Sembra che si tratti delle azioni di un singolo individuo. La polizia ha neutralizzato la minaccia e non sta cercando nessun altro in relazione all’incidente“.
