Crea ancora sgomento la morta di Sascha Lewandowski, ex allenatore del Bayer Leverkusen, trovato morto nella sua abitazione di Bochum. Aveva appena 45 anni e, in passato, aveva sofferto della sindrome di burnout. Subito si è pensato all’ipotesi suicidio e, col passare delle ore, proprio questa pare essere la pista da seguire. A quanto pare, venerdì scorso Lewandowski era stato protagonista di un episodio ancora da chiarire: la polizia lo aveva infatti fermato e, al suo fianco, in auto c’era un bambino rumeno di dodici anni. Il suo tasso alcolico, inoltre, superava la soglia del consentito. Sulla sua auto le forze dell’ordine hanno anche trovato alcuni fazzoletti, tenuti come potenziale prova, stesso destino per gli indumenti dell’allenatore. Diversi mezzi d’informazione tedeschi, tra cui la ‘Bild’, parlano di ipotesi pedofilia, con il bimbo che sarebbe stato anche visitato. In quel momento, però, le prove nei confronti del diretto interessato non erano tali da avallarne l’arresto, così la polizia ha rimandato Lewandowski a casa. Poco dopo il suo ritorno c’è però stato un altro episodio che deve averlo agitato ulteriormente: un brutto litigio con la moglie, sfociato nella fuga da casa da parte del tedesco. Quando, la domenica, sua moglie è partita verso l’estero per lavoro, Lewandowski è tornato a casa. Dopo qualche giorno alcuni amici cui non rispondeva al telefono hanno deciso di chiamare le forze dell’ordine temendo il peggio. Peggio puntualmente materializzatosi agli occhi della polizia che, appeso alla porta della stanza del tecnico, hanno trovato un foglietto con su scritto ‘pericolo di morte, monossido di carbonio’.
Morte Sascha Lewandowski: emergono particolari inquietanti
Emergono scenari assai inquietanti in merito alla morte di Lewandowski, ex tecnico del Bayer Leverkusen: si parla, per lui, di accuse di pedofilia