Mourinho scatenato, dopo la lite con Conte attacca i tifosi del Chelsea: “Giuda numero 1”

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C’eravamo tanto amati. Quello di ieri sera a Stamford Bridge e’ stato un ritorno amarissimo per Jose’ Mourinho e non tanto per la seconda sconfitta stagionale con i Blues quanto per i cori offensivi nei suoi confronti da parte di quei tifosi di cui e’ stato un idolo per anni. Allo Special One non hanno perdonato l’aver accettato la panchina del Manchester United e durante la partita di FA Cup persa 1-0 con il Chelsea il tecnico portoghese si e’ sentito dare del “Giuda”. Ma Mou non e’ tipo da tenersi le cose dentro e a quei cori ha risposto alzando tre dita al cielo, chiaro riferimento ai campionati vinti sulla panchina del Chelsea. “Fino ad oggi hanno un solo allenatore che ha vinto per tre volte la Premier League per loro e quel Giuda e’ ancora il numero uno – si e’ sfogato a fine partita – Possono chiamarmi come vogliono, sono un professonista e difendo il mio club. Sono davvero orgoglioso dei miei giocatori e dei tifosi del Manchester United”. Sull’esito della partita ha inciso l’espulsione di Herrera ma Mourinho si e’ limitato a definire Michael Oliver “un arbitro con un potenziale fantastico. In quattro partite ha concesso tre rigori e inflitto un’espulsione. Non posso cambiare le cose, lui andra’ a casa e potra’ fare la sua analisi, io non ho intenzione di farla”. Non sono poi mancate le scintille a bordocampo con Conte, con i due che sono quasi venuti alle mani se non fosse stato per il quarto uomo. “Per 20-25 minuti e’ stato impossibile per Hazard giocare a calcio – si e’ lamentato l’ex ct azzurro – Ho visto solo che ha preso un mucchio di calci, ha iniziato ricevendo calci e ha finito prendendo ancora calci. Questo per me non e’ calcio, non si puo’ nemmeno chiamare tattica. Quando giochi contro giocatori dal grande talento magari provi a intimidirli ma l’arbitro dovrebbe proteggerli. Noi siamo andati in campo per giocare a calcio”.

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A fine partita niente stretta di mano con Mourinho. “Non devo mandare nessun messaggio a nessuno, sono l’allenatore del Chelsea e faccio tutto il possibile per il Chelsea, quello che succede fuori dal campo ci fa solo sorridere”. Lo Special One, dal canto suo, ha chiarito che “non ho salutato Conte perche’ ho dato la priorita’ ai miei giocatori e ai nostri tifosi. Non ho niente da dirgli ma se lo vedro’ negli spogliatoi, di sicuro gli stringero’ la mano”. Se i due si siano poi visti o chiariti, pero’, non e’ dato saperlo ma il rapporto resta teso: gia’ lo scorso ottobre, dopo il 4-0 del Chelsea sullo United in Premier League, Mourinho aveva avvicinato Conte lamentandosi della sua eccessiva esultanza. (ITALPRESS).