Mourinho si confessa: “Inter e Chelsea, le squadre della mia vita”

Lo Special One, intervistato da Gary Neville rinnova il suo amore per i nerazzurri

Josè Mourinho è uno di quei personaggi che non ti lasciano mezze misure: o lo ami, o lo odi, senza scappatoie. Uno degli allenatori più vicnenti e controversi di sempre, capace di conquistare trofei in tutte le squadre in cui ha militato, di vincere la Champions League col Porto e di riportare la coppa dalle grandi orecchie nella Milano nerazzurra, dopo 45 anni di attesa.
Intervistato al Daily Telegraph da Gary Neville, ex difensore Manchester United, lo Special One ha parlato a cuore aperto della sua carriera:
Dopo il Porto il mio sogno era quello di allenare in Premier League – spiega Mourinho – e sono riuscito a realizzarlo allenando il Chelsea. Dopo Londra ho voluto provare l’esperienza italiana, che da sempre ritenevo affascinante per i tanti aspetti tattici del gioco ed anche per scoprire da vicino la mentalità passionevole della gente. Poi sono andato al Real Madrid, il club più vincente al mondo: è stato un percorso da me desiderato e ce l’ho fatta”.

Sulla nuova esperienza al Chelsea, Mourinho è chiaro:  “Io resterò qui finchè mi vorranno, la mia permanenza dipenderà da altri e non da me sicuramente. Finchè la società non mi dirà che la mia esperienza è terminata, io mi considererò il tecnico della squadra. Questa è la prima volta nella mia carriera in cui non ho una mossa futura in testa”.

Non poteva ovviamente mancare il riferimento all’Inter, club che lo ha amato in maniera viscerale: “Penso che i nerazzurri e il Chelsea siano i miei due club, dove ho ottenuto i risultati migliori non solo sotto l’aspetto sportivo ma anche umano. Sono tornato da Abramovich perchè sapevo che ci sarebbero state le opportunità per fare di nuovo bene, non potrei mai tornare in una mia precedente squadra sapendo di non poter replicare quanto di buono fatto in passato”.

Finale dedicato ai giovani: “Ho sempre dato spazio ai meno esperti: Varane ad esempio l’ho fatto esordire nel Real Madrid a 18 anni, anche Davide Santon ha giocato la sua prima partita in Champions a quell’età contro il Manchester United”