La nascita della ‘nuova’ Spagna

Dopo il 5-1 inflitto alla Macedonia, la Spagna ritrova speranze e soprattutto volti, volti nuovi. Dopo una serie infinita di vittorie, successi incredibili e dimostrazione di un calcio stellare, gli iberici avevano raggiunto un punto di non ritorno. Ma sembra che la prospettiva stia nuovamente diventando rosea per gli spagnoli, anzi, ‘roja’.

La vecchia guardia è sempre la stessa, Casillas in porta, Jordi Alba e Sergio Ramos in difesa, Busquets a centrocampo, Pedro e David Silva in attacco. Orfani di Pique e Iniesta e da sempre casa di giovani talenti, Del Bosque ieri ha mostrato qualcuno dei suoi gioielli di ‘cantera’: in campo Juanfran e Koke dell’Atletico Madrid, con de Marcos e Iturraspe in panchina, grandi protagonisti dell’Athletic Bilbao e in campo nel turno di Champions League che ha visto il Napoli salutare la competizione.

Messo da parte, almeno per ora, il tika-taka, con giocatori di tecnica ma anche di peso e sostanza. In attacco l’ariete Paco Alcàcer del Valencia, andato subito a segno alla prima partita ufficiale e in panchina, quasi impossibile da credere, il talento madridista Isco e la nuova stella del Barca Munir. Con un perno di grande classe come Cesc Fabregas e altri piccoli talenti in ascesa con l’Under 21, la Spagna si prepara ad una rinascita forte ed immediata.