Nazionale, Pellè si candida: “Mi piacerebbe avere una possibilità”

Momento magico per Graziano Pellè, che nonostante il passaggio al Southamtpon continua a far parlare di se per i gol fatti e per una continuità che in Italia non aveva mai avuto.
Il bomber racconta alla Gazzetta dello Sport del suo approdo in Olanda e dei consigli ricevuti da un certo Louis Van Gaal:

“L’Olanda è stata la mia fortuna perché ho trovato due allenatori che hanno creduto in me e hanno avuto la pazienza di sopportare i miei errori. In Italia non è andata bene perché ho sbagliato qualcosa, ma da noi con i giovani si è impazienti. Commetti una fesseria e sei fuori.
La prima cosa che mister Van Gaal mi disse quando fui acquistato dall’Az fu: ‘impara l’olandese’. Io però non parlavo neppure l’inglese perché a scuola avevo studiato il francese e allora feci una scelta diversa. Due ore di inglese tutti i giorni, prima degli allenamenti, per diventare padrone di questa lingua e piano piano appresi anche l’olandese, oltre allo spagnolo che masticavo con alcuni compagni. Sul piano tecnico, con Van Gaal ho capito quanto sia importante sapersi muovere in un certo modo in campo“.

Dopo l’Olanda ecco la Premier League, sogno di ogni calciatore: “E’ un paradiso. Stadi pieni, gente che ti incita dal primo all’ultimo minuto, partite in cui non puoi mai mollare l’osso, correttezza in campo. Si passa dalla Premier alla Coppa di Lega con naturalezza e il copione è lo stesso: giocare, attaccare e possibilmente vincere”.
Anche lì però è stato fondamentale l’aiuto di un altro allenatore orange:  “L’ho seguito in Inghilterra perché con lui, al Feyenoord, ho compiuto il salto di qualità. Dicono che i gol in Olanda non hanno lo stesso peso specifico di quelli italiani, inglesi, tedeschi o spagnoli, ma le dimensioni delle porte sono uguali a tutte le latitudini e se sbagli mira, non segni”.

Dopo tanti gol e tantissime buone prestazioni, il sogno adesso è l’azzurro, con una dichiarazione che sa di messaggio ad Antonio Conte:
“La Nazionale è la Nazionale. Mi piacerebbe avere una chance, ma dipende soprattutto da me. Per me la maglia azzurra vale tantissimo: l’ho capito al Mondiale Under 20. Io e il ct siamo nati a sette chilometri di distanza. L’ho incontrato un paio di volte. Ricordo che con il Cesena segnai al suo Arezzo”
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