La storia di Marco Verratti è abbastanza anomala: si tratta, con pochi dubbi, del giocatore dal futuro più roseo attualmente nel giro della Nazionale, ma contemporaneamente è l’unico azzurro a non aver mai militato in Serie A. Sì, avete capito bene, Verratti non ha mai calcato i campi della massima serie. Il motivo lo ricordiamo tutti: dopo la strepitosa stagione disputata nel Pescara di Zeman, il PSG, allora allenato da Carlo Ancelotti, lo portò a Parigi, versando nelle casse della società abruzzese 12 milioni di euro. Una situazione che manifesta, qualora ce ne fosse bisogno, la miopia degli uomini mercato nostrani, più inclini a sborsare cifre esorbitanti per giocatori stranieri anziché dare fiducia ai talenti che esplodono nella serie cadetta e nei vari settori giovanili. In questo caso non regge nemmeno la scusa delle possibilità economiche superiori dei club stranieri, perché 12 milioni non è certo una cifra proibitiva, soprattutto per un elemento che, a detta di tutti, aveva davanti a sé un futuro radioso.
Un futuro che Verratti sta costruendo a Parigi, ripagando la fiducia della società transalpina con prestazioni da veterano, nonostante i 22 anni, tanto in Ligue 1 quanto in Champions League, competizione in cui ad aprile cercherà di contribuire al raggiungimento delle semifinali
nel difficile scontro con il Barcellona. Alla faccia di chi, in Italia, non ha voluto puntare su di lui.
Al di qua delle Alpi, il Verratti è stato sempre accostato ad Andrea Pirlo, ma in Nazionale non ha mai avuto la possibilità di agire al suo posto e dimostrare di poterne raccogliere l’eredità. Stasera Conte gli affiderà le chiavi del centrocampo nel 3-5-2 che fronteggerà la Bulgaria. Un’occasione d’oro per l’unico giocatore italiano attualmente considerabile un potenziale top player per prendere in mano la Nazionale azzurra.