Neymar: “Sarò degno della maglia numero 10”

Il fenomeno del Barcellona, vuole ben figurare nella prossima Confederations Cup

neymarHa una pesante eredità Neymar, quella di indossare la maglia numero 10 del Brasile, che in passato è stata indossata da diversi fenomeni della Selecao. ”Ho chiesto io di avere la maglia numero 10, che nel Brasile e’ sempre stata ben rappresentata. E’ la casacca per eccellenza della nazionale brasiliana, basti pensare che mi ricordo di averla vista addosso a gente come Rivaldo, Ronaldinho, Kaka’ e anche Robinho. E’ un simbolo, come lo furono l’11 per Romario e il 9 per Ronaldo”. Mentre Felipao Scolari prepara il suo Brasile in mezzo a mille dubbi, nonostante le tre reti rifilate in amichevole alla Francia, ‘O Globo’ titola ”Verde come la speranza” facendo riferimento alle nuove divise di allenamento della Selecao e Pele’ invita i suoi connazionali a non fischiare la nazionale, nel ritiro dei pentacampioni del mondo spunta a sorpresa Neymar. Avrebbe dovuto rimanere ‘blindato’ fino al calcio d’inizio della Confederations Cup (Brasile-Giappone di sabato), invece parla e rivela che il 10 lo ha chiesto a lui.

Il paragone con Balotelli – Scolari pero’ e’ stato subito d’accordo in quanto desideroso di responsabilizzare la sua stella su cui grava il peso di molte aspettative. ”Posso essere decisivo come Balotelli per l’Italia? Mario e’ un amico e gli chiedero’ ancora di scambiare la maglia – dice l’asso appena passato al Barcellona -. Intanto posso dire che qui devo pensare a giocare il mio calcio, come ho sempre fatto. Non sono mai cambiato, e non lo faro’ adesso: se sono arrivato alla nazionale e’ stato perche’ me lo sono meritato con il Santos. Pero’ sono due ambienti differenti e cerco di adeguarmi a cio’ che mi dice l’allenatore, come dovro’ fare anche nel Barcellona. E’ diverso il fatto che al Santos conoscevo veramente tutti, e qualsiasi movimento facessi, poi mi arrivava il pallone. Qui invece dobbiamo ancora trovare il nostro modo di giocare, anche se le qualita’ di ciascuno di noi alla fine verranno fuori automaticamente”.

L’assetto tattico del Brasile – A questo Brasile che tra un anno sara’ condannato a vincere manca proprio un modulo ben definito, perche’ Scolari sembra sempre piu’ tentato provare la difesa a 3, come quella del Brasile con cui vinse i Mondiali del 2002. Di sicuro pero’, tattiche a parte, non vorra’ prescindere dal suo giocatore piu’ importante, idolatrato da molti ma fischiato sonoramente domenica scorsa a Porto Alegre dopo essere stato sostituito contro la Francia. Ma Neymar ha gia’ dimenticato, e ora spiega cosa potrebbe rendere vincente questa Selecao al di la’ delle virtu’ tecniche. ”Il nostro e’ un gruppo eccellente – dice Neymar -, indipendentemente dalle qualita’ tecniche. Fuori dal campo tra noi c’e’ molta intesa, nessuno si da’ arie e scherziamo tutti insieme: sembra che ci conosciamo fin da bambini. Questo affetto l’uno per l’altro e la voglia di rendere felice il nostro popolo possono portarci lontano”. Non rimane che aspettare e vedere se sara’ davvero cosi’, intanto risuonano le parole del vecchio saggio Mario Zagallo: ”paragonano di continuo Neymar a Pele’, perche’ entrambi sono arrivati in nazionale giovanissimi – ha detto l’ex ct -, ma quando O Rei arrivo’ alla Selecao c’erano anche Garrincha, Didi’, Nilton Santos, Vava’, Dino Sani e, se permettete, anche Zagallo a proteggerlo. Adesso gente cosi’ non ne vedo, e quella maglia n.10 rischia di pesare troppo”. Ecco perche’ Scolari ha ancora tanti dubbi.