“Blatter e la Fifa debbono fare molto di piu’ perche’ il governo del Qatar a parole e’ attento ma nella realtà le cose non vanno come dicono. La Fifa e gli sponsor commerciali possono esercitare quella pressione necessaria per evitare che questa strage si compia, non si puo’ giocare in stadi insanguinati“. E’ l’appello, ai microfoni di “Radio Anch’io Sport” su RadioUno, di Walter Schiavella, segretario generale Fillea, la categoria degli edili Cgil. “Abbiamo fatto un’ispezione nello scorso novembre assieme ad altre delegazioni e le stime danno 1.200 morti nei cantieri – denuncia – Oltre 300 per cadute o per i classici incidenti mortali, ma 900 sono determinate da condizioni drammatiche di lavoro, 12 ore al giorno a quasi 40 gradi e quasi sempre con condizioni al di fuori dal lavoro altrettanto drammatiche”. La maggior parte degli operai arrivano dal Nepal, dal Pakistan, da Paesi asiatici “e vengono impiegati il sistema della kafala: l’ingresso nel Paese e’ consentito solo se c’e’ uno ‘sponsor’ che pero’ e’ di fatto un intermediario che prende i passaporti e affitta i lavoratori alle imprese, che hanno ben pochi scrupoli a impiegarli nelle condizioni peggiori, sia dal punto di vista della sicurezza che ambientale. Gli operai vivono in condizioni di semischiavitu’, spesso non vengono pagati e quando vengono pagati si parla di 200-300 euro al mese”. Per Schiavella “l’arma piu’ importante e’ la pressione dell’opinione pubblica sulla Fifa e sugli sponsor commerciali, bisogna agire sui soldi per colpire interessi che non possono essere scaricati sulla pelle dei lavoratori”. In Italia c’e’ stata una prima risposta della Figc “che si e’ impegnata a prestare attenzione a questo fenomeno ma e’ importante che tutte le Federazioni nazionali agiscano: la Fifa deve imporre al Qatar condizioni adeguate per i lavoratori, nel rispetto dei diritti umani”.
“Non si puo’ giocare in stadi insanguinati”: bufera su Qatar 2022 dopo i 1200 morti sul lavoro
Oltre 1200 morti stanno scatenando l'ira dei sindacati (e non solo). Qatar 2022 nell'occhio del ciclone