Notizie del giorno – Arrestato un arbitro, 6 mesi di carcere all’attaccante, Tacconi e il dramma dell’Heysel

Le notizie del giorno - In primo piano l'arbitro arrestato, i 6 mesi all'attaccante e il dramma dell'Heysel raccontato da Tacconi

ARRESTATO UN ARBITRO – Il 40enne arbitro sloveno Slavko Vincic è stato arrestato in un casolare a Bijeljina, in Bosnia Erzegovina, insieme ad altre 9 donne e 25 uomini per il presunto coinvolgimento in un giro di prostituzione. Il fischietto che ha diretto gare di Champions ed Europa League, è stato colto in flagranza di reato. A riportare la notizia è il quotidiano croato ’24Sata’. Nel corso del blitz, la polizia ha anche sequestrato cocaina e armi. Vincic sarebbe un cliente del giro di ragazze che faceva capo a Tijana Maksimovic, fermata mentre tentava illegalmente di attraversare il confine attraverso il fiume Drina in una barca con altre tre ragazze. La carriera dell’arbitro sloveno è inevitabilmente compromessa. (IL VIDEO DELL’ARRESTO)

CHIESTI 6 MESI DI CARCERE A DIEGO COSTA – Gli ultimi mesi non sono stati facili per l’attaccante Diego Costa, adesso una nuova bufera per il calciatore dell’Atletico Madrid. Secondo quanto riporta Cadena SER la Procura spagnola ha chiesto sei mesi di prigione e una multa di oltre mezzo milione di euro con l’accusa di aver commesso una frode fiscale nel 2014. Il giornale specifica, inoltre, che il processo si terrà giovedì prossimo presso l’Audiencia Provincial. Nello specifico, Diego Costa avrebbe evaso circa un milione di euro di tasse. Il calciatore brasiliano naturalizzato spagnolo rischia grosso, in vista delle dovute verifiche. (L’ARTICOLO COMPLETO)

TACCONI E IL DRAMMA DELL’HEYSEL –  A 35 anni di distanza da quella tragedia, l’allora portiere della Juventus Stefano Tacconi racconta la drammatica serata dell’Heysel. Queste le sue parole a ‘Le Lunatiche’ su Rai Radio 2, riportate da calciomercato.com. “Dentro lo spogliatoio c’era un po’ di tutto: chi perdeva sangue, chi era ferito, noi abbiamo prestato i primi soccorsi, prestando anche le scarpe a chi le aveva perse, le tute. Era un’atmosfera surreale. Boniperti aveva detto che non dovevamo giocare, ma poi un generale delle Forze dell’ordine ci impose di giocarla e credo sia stato giusto perché altrimenti sarebbe successo molto di più. Entrammo in campo molto arrabbiati, perché comunque ci avevano tolto il sogno di quella finale, noi eravamo sicuri di vincere ma ci hanno tolto la gioia di esultare. Capisco le critiche, ma anche qui furono le Forze dell’ordine a chiederci di uscire con la coppa per tenere buoni i tifosi dentro lo stadio. Non dovevano uscire perché gli hooligans non erano stati ancora evacuati”. (L’ARTICOLO COMPLETO)

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